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AMARCORD FLEGREI | Intervista a Giorgio Lunerti: “Quella mia tripletta che regalò la salvezza contro il Brindisi”
Il rigore segnato da Lunerti nello spareggio col Brindisi del 1990

AMARCORD FLEGREI | Intervista a Giorgio Lunerti: “Quella mia tripletta che regalò la salvezza contro il Brindisi”

(CFN) POZZUOLI – Nel cuore dei tifosi della Puteolana è rimasto indelebile il ricordo di quella tripletta segnata da Giorgio Lunerti, il bomber, il 7 giugno del 1990 nello spareggio di Cosenza contro il Brindisi che regalò ai diavoli rossi, allora guidati in panchina da Renzo Evangelista, che subentrò a Angelo Orazi, la permanenza in serie C1. “Fu una giornata straordinaria che ricordo ancora oggi – esordisce Giorgio Lunerti -. Uno stadio stracolmo di tifosi e vessilli granata con la passione della gente che ti coinvolgevano in maniera incredibile. Poi, segnare tre reti fu qualcosa di unico, ricordo che la sera prima mister Evangelista mi disse Giorgio se ci viene assegnato un rigore lo devi battere tu perché ci mancano Cerri e Tomasino che sono i nostri rigoristi. Io non volevo avere questa responsabilità e dissi che ero scettico sul fatto che in una gara del genere venisse assegnato un penalty, perché per me un rigore non è un vero goal ma li considero tali solo quelli fatti su azione: nella mia carriera ci tengo a precisare che ho segnato 160 reti in 450 gare ufficiali battendo solo quel rigore. Ed, invece, al 31’ ci venne assegnato e mi presentai dal dischetto e senza paura segnai”. Il suo legame con Pozzuoli è rimasto indelebile. “Venni a Pozzuoli nell’ottobre del 1989 perché al Foggia, che era in serie B, avevo poco spazio – continua l’ex bomber dei granata -. Mi contattò direttamente Angelo Orazi che avevo avuto come compagno di squadra qualche anno prima al Benevento. L’accoglienza fu straordinaria e, poi, conobbi il presidente il compianto Morra Greco: una persona unica, un passionale e che per la Puteolana aveva un fortissimo legame. Oggi non esistono presidenti come lui, oggi il calcio non è più come una volta perché lo si fa solo per interesse a differenza di quegli anni che invece lo si faceva per passione e per il vero senso dello sport: consiglio ai giovani calciatori di prendere il calcio, invece, come un gioco, proprio come ho fatto io fin da piccolo”.

Franco Serrapica e Giorgio Lunerti

Franco Serrapica e Giorgio Lunerti

Poi, racconta la sua giornata tipo in quella Pozzuoli di fine anni Ottanta. “Abitavo ad Arco Felice a pochi metri dallo stadio Conte con mia moglie e le mie bambine allora piccole di età – afferma Lunerti -. La mattina era di consueto andare al bar in piazza dove prendevo il solito caffè e trovavo tantissimi tifosi della Puteolana. Poi, subito dopo pranzo andavo ad allenarmi al campo e lì ogni giorno c’era tantissima gente ad assistere ai nostri allenamenti. Ricordo anche le nostre cene ad un ristorante sul lago Lucrino, dove la squadra veniva spesso invitata visto l’attaccamento dei proprietari del locale alla squadra. In quei giorni per la città ricordo che si parlava solo ed esclusivamente della Puteolana: che passione e che tifosi straordinari”. Poi, passa a parlare della squadra. “Eravamo un gruppo fantastico formato prima di tutto da grandissimi uomini prima che giocatori – afferma Lunerti -. Io feci il mio esordio con la Puteolana il 22 ottobre a Perugia dove pareggiammo per 2-2 e dove segnai anche il mio primo goal, a venti minuti dal termine eravamo in vantaggio per merito della rete di Maci, poi, Artistico per i grifoni pareggiò i conti. Chi erano i più mattacchioni? Io, Costa e Bobbiesi, eravamo quelli che rompevano le scatole di continuo al resto del gruppo. Mentre, di quella squadra purtroppo è mancato un grande uomo come il portiere Anellino di cui conservo un bellissimo ricordo”. Oggi purtroppo Pozzuoli non ha una squadra tra i professionisti. “E’ un vero peccato perché Pozzuoli è una piazza passionale che ha fame di calcio – afferma l’ex bomber dei diavoli rossi -. Se dovessi dare un consiglio direi a chiunque di fare calcio a Pozzuoli perché ci sono tutte le prerogative per fare bene”. Infine, il ricordo della sfida che diede il là alla volata salvezza: il 27 maggio del ’90 contro la Torres al Conte. “Una giornata caldissima e uno stadio stracolmo in ogni ordine di posto – conclude Lunerti -. Vincemmo con una mia doppietta e ricordo che nei giorni successivi la gente mi fermava di continuo per strada. Spero tanto che Pozzuoli e i tifosi della Puteolana possano rivivere in futuro delle emozioni così”. (CFN Sport)