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Antro della Sibilla, AntroVersi per protestare contro la chiusura

Antro della Sibilla, AntroVersi per protestare contro la chiusura

(CNF) CUMA – Una passeggiata in versi e in musica, la prima di tante che verranno, a Kume, la più antica colonia della Magna Grecia, per protestare e sensibilizzare l’opinione pubblica, la politica, per la chiusura a tempo indeterminato dell’Antro della Sibilla.Antro della Sibilla interno

L’iniziativa,  pensata e realizzata dall’associazione Jazz & Conversation, che fa capo all’instancabile Antimo Civero, si è svolta mercoledì scorso. Un evento che ha visto protagoniste parole, versi, musica, canto portate lì, a Cuma, nella città addormentata, da musicisti, attrici, storici che hanno voluto così rendere omaggio alla Polis che diffuse in Italia la cultura greca, con l’alfabeto Calcidese, e che divenne l’alfabeto della lingua e della letteratura di Roma, poi di tutta la cultura occidentale.

Lì dove gli Eubei scelsero di approdare perché attratti dal volo di una colomba o secondo altri da un fragore di cimbali… Lì dove Tarquinio il Superbo, il settimo re di Roma, visse gli ultimi anni della sua vita in esilio, quando a Roma nacque la Repubblica. Lì dove fu ispirato da una visione Il Pastore di Erma, uno scrittore greco cristiano del sec. II d.C. annoverato fra i padri apostolici. Lì dove Lucio Cornelio Silla morì nel 78 a.C. Lì dove Ottaviano, vittorioso contro Pompeo, soggiornò perché luogo di riposo e di quiete, un rifugio dalla vita tempestosa e agitata di Puteoli. Città tanto tranquilla che Giovenale, nella III satira, non può fare a meno di invidiare a un suo amico. Lì dove si infrangono le “onde” (in greco Kyme, da cui Kume, poi Cuma, significa onda), che hanno portato ricchezze, benessere, cultura e l’hanno poi traghettata, come fa l’onda, lontano verso altri porti, altre civiltà.

Una città, Cuma, solo apparentemente addormentata, lì dove è passata la Storia della Civiltà occidentale non ci può essere silenzio: il terreno sotto i piedi trema, si muove, risuona, perché la Storia è passata per Cuma, e ci ha lasciato un patrimonio di cui noi non sappiamo valutare la grandezza, non sappiamo comprendere nella sua grandiosità, una eredità che non abbiamo forse saputo preservare dal tempo, dalla ignoranza, dall’indifferenza, dalla solitudine.
Antro-versi è nato per questo, per avviare una sorta di nuova colonizzazione, pacifica, portando persone, parole, versi, proponimenti.
Esserci fisicamente è fondamentale, ripopolare come nuovi coloni, armati dalla voglia di colmare un silenzio e una solitudine che sembra sia calata su questa città (l’Antro della Sibilla è chiuso da circa un anno e mezzo, i turisti di passaggio disertano la visita della città perché forse non compare neanche come itinerario storico-archeologico consigliato e raccomandato) significa onorare un altro silenzio, quello autorevole e potente di un Passato così prestigioso.
Il pubblico di amici, di curiosi, di interessati presenti ha ripercorso un itinerario antico e maestoso, dall’Antro al Tempio di Apollo, guidato dalle archeologhe del gruppo Kyme, ascoltando versi scelti e recitati da Mariella Fabbris, Angela Cicala, Arturo Delugu, Luisa Perfetto, Mario Sirpettino, tutti dedicati alla Sibilla Cumana e alle immortali pagine dell’ epica classica; sotto le note del sassofono di Paolo Licastro e la chitarra di Paolo Palopoli, nonché della voce di Valentina R… che ha regalato il suo canto.
Almeno per un giorno, abbiamo provato tutti a sentirci eredi “degni” di una Storia imponente e smisurata da cui discendiamo e a cui apparteniamo.(CFN – di Angela Cicala)

AntroVersi 4 - Mariella Fabbris

AntroVersi 7 - Antimo Civero

 AntroVersi 10 - Sibilla

AntroVersi 13 - Sibilla

 AntroVersi 14 - musicista
AntroVersi 16 - racconto
AntroVersi 19 - narratore
AntroVersi 22 - Marinella Fabbris
AntroVersi 23 - narratore
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