BASKET/ Dimarco: "La retrocessione ferita indelebile, spero di rimanere a Pozzuoli"

BASKET/ Dimarco: “La retrocessione ferita indelebile, spero di rimanere a Pozzuoli”

di MARTINA COSTANTINO

(CFS) POZZUOLI – Play titolare della Virtus Pozzuoli per la stagione 2018/2019, Matias Dimarco, italo – argentino classe 1984, è arrivato in squadra a circa una settimana dall’inizio del campionato quando la formazione è apparsa manchevole di un play con ampia esperienza in serie B. Matias, infatti, vanta campionati di serie B affrontati a Catanzaro, Martina Franca, due anni a San Severo e poi uno a Matera. Se i suoi punteggi non sono altissimi, non bisogna dimenticare, però, che è conosciuto come “assist-man”, più di 150 quelli di quest’anno a cui si aggiunge certamente l’apporto dato in termini di esperienza. Personalità solare con il suo irresistibile accento spagnolo, ha sicuramente portato al palazzetto “Errico” il suo buon umore e regalato tanti sorrisi al pubblico puteolano anche per merito del suo piccolo Leon, sempre presente sulle gradinate insieme a mamma Noelia, e già amante della palla a spicchi. Matias, purtroppo, come ha raccontato lui stesso, ha avuto una stagione un po’ altalenante anche dal punto di vista personale, sia fisico che morale, lo abbiamo visto al meglio delle sue prestazioni soprattutto durante le tre gare dei play out contro il Green Basket Palermo, in particolare gara 2 e gara 3, in entrambe 28 minuti in campo e 14 punti e da dire anche, in gara 2, 4/5 da 3 punti con un ottimo 80%. Per guardare le statistiche di tutta la stagione, Matias chiude l’anno a quota 234 punti con una media di 7 punti a partita e un miglior punteggio realizzato di 19 punti contro Capo D’Orlando in casa. Ancora incerto il futuro cestistico per il prossimo campionato, non è arrivata, almeno per il momento, nessuna conferma da parte della Virtus Pozzuoli, ma è anche presto per parlare di possibili altri ingaggi, solo una cosa è certa: Matias è stato decisamente bene in città e apprezzerebbe moltissimo poter continuare la sua avventura a Pozzuoli.

Pozzuoli è retrocessa quasi incredibilmente dopo delle ottime gare contro Palermo, raccontaci la stagione di quest’anno dal tuo punto di vista.

Penso che la parola che meglio descriva questa stagione sia “altalenante”. Dall’inizio alla fine, infatti, anche nel momento finale in assoluto, non siamo riusciti a riconfermare le tre super partite contro Palermo durante le due degli spareggi e questo è stato l’andamento di tutta la stagione. Abbiamo portato in campo ottime prestazioni, ma subito dopo non siamo riusciti a confermarle. Penso sia il prezzo di una stagione non iniziata benissimo, poi si è cercato di sistemare certi equilibri, ma alla fine non siamo riusciti a fare in modo che tutto andasse bene e che tutti fossero a loro agio per esprimersi al massimo e trovare un giusto equilibrio e una giusta identità di squadra. Penso sia questo quello che abbiamo pagato più di tutto. Il mio innesto all’inizio, poi quelli di Thiam e De Ninno, poi Smorra, e poi ancora i ragazzi che sono andati via indicano che è stata una stagione molto travagliata non soltanto dal punto di vista di squadra, ma anche mentale perché il fatto che vada via qualcuno o si aggiunga, al di là dell’esperienza che possiamo avere, è sempre una situazione di stress. Stesso discorso anche per il cambio di allenatore che comporta il doversi adattare a nuovi equilibri di squadra e, secondo me, questo non ci ha mai fatto trovare un’identità, un equilibrio e la giusta concentrazione.

Due Virtus diverse tra le tre gare contro Palermo e poi quelle con Porto Sant’Elpidio e Valsesia, com’è possibile che ci sia stato un cambiamento così radicale a distanza di una settimana?

Penso che le gare contro Palermo siano state quelle in cui abbiamo fatto meglio in assoluto dal punto di vista di approccio. Abbiamo capito alla perfezione come giocare, abbiamo eseguito il piano alla perfezione e siamo riusciti a portare a casa le prime tre gare e questo, secondo me, ha comportato un grande dispendio di energia mentale perché non è stata impresa facile. Questo, sommato all’esclusione dal campionato della Viola Reggio Calabria, a quella settimana di pausa in cui non abbiamo giocato, ha fatto scendere l’attenzione che, secondo me, non siamo più stati in grado di recuperare soprattutto per vincere già la prima partita in cui ancora a 4/5 minuti dalla fine, anche giocando obiettivamente male, eravamo ancora in partita. A 8 minuti dalla fine 64-60 per loro, palla nostra, ma eravamo scollegati, io ho percepito questo, cercavamo di guardarci ma non trovavamo soluzioni da nessuno. Questo è stato un grande colpo e poi Valsesia ha finito di tagliarci le gambe, sono stati più energici fin dall’inizio e non siamo riusciti a contrastarli.

Sei stato uno dei maggiori artefici delle vittorie contro il Green Basket Palermo, quale il tuo bilancio sulla tua personale prestazione quest’anno?

Anche a livello personale sono stato altalenante, ho avuto mesi migliori ed altri in cui sicuramente non ero in forma, parlo anche e soprattutto dal punto di vista della fiducia in me stesso. Una stagione abbastanza normale, né al di sopra né al di sotto delle aspettative, però sicuramente nelle ultime tre gare contro Palermo ho fatto meglio e mi fa mordere le labbra non aver avuto più tempo per confermare quello che era stato fatto lì e mostrare il modo in cui a me piace giocare, peccato non aver fatto lo stesso nelle due partite successive. Penso di aver pagato un po’ l’inizio, soprattutto il cercare di entrare in una squadra già un po’ assestata, quindi un po’ di mancanza di fiducia, recuperata pian piano, però non è semplice dover dimostrare e dover entrare in un gruppo già formato. Poi quando gli equilibri cambiano spesso durante l’anno ciascuno deve ritrovarlo anche singolarmente, sia dal punto di vista di squadra che personale. Non è stata una stagione semplice per nessuno di noi!

Quali i progetti e gli obiettivi per la prossima stagione? Possibile ritorno a Pozzuoli?

Il ritorno a Pozzuoli è una cosa che ci auguriamo fortemente non solo dal punto di vista personale e professionistico. Mi piacerebbe giocare ancora qui per questa ferita che si è aperta all’ultimo, dove non credevamo di arrivare, ma purtroppo è accaduto, quindi una specie di rivincita personale. Anche dal punto di vista familiare, però, ci siamo trovati bene, la città ci ha accolto molto bene e quindi per noi sarebbe un continuare che speriamo possa accadere e che ci farebbe davvero felici. Ho dato la mia disponibilità come giocatore e anche in società per qualsiasi altro ruolo possa servire e quindi ora vedremo cosa accadrà incrociando le dita e sperando che tutto vada per il meglio. (CFS)