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Bradisismo, 65 scosse in meno di mezz’ora, aumentano temperatura e valori dei gas
La fumarola di via Pisciarelli

Bradisismo, 65 scosse in meno di mezz’ora, aumentano temperatura e valori dei gas

(CFN) POZZUOLI – Un titolo, quello dato a questo articolo, che sembra essere uno dei tanti titoli di giornale pubblicati negli anni ’70 e ’80 ed invece è attualissimo. Lo sciame sismico è avvenuto fra le 22:59 e 23:22 del 31 marzo scorso (00:59 e 01:22 con l’ora legale) e le scosse di piccola entità sono state appena avvertite dalla popolazione di via Pisciarelli. A renderlo noto è l’Osservatorio Vesuviano il quale precisa che gli ipocentri sono stati localizzati tra la Solfatara e Pisciarelli ad una profondità di 2km e che la Magnitudo massima misurata è stata di 0,7.

Proprio in via Pisciarelli, infatti, c’è una importante fumarola, attiva oramai da anni, sorvegliata molto speciale. Ben 3 stazioni ne rilevano tutti i valori che servono ai tecnici dell’Osservatorio per valutare le evoluzioni di “stato” dell’intero territorio dei Campi Flegrei. Altri 5 micro eventi sono stati registrati il 6 aprile scorso fra le 5:10 e le 5:32 mentre le stazioni hanno rilevato un incremento della temperatura che ha raggiunto i 114,7 gradi centigradi. La più alta in assoluto mai registrata. Anche il livello dei gas ha subito incrementi: il rapporto CO2/H2O ha raggiunto quota 0,33: questo valore è indicativo di una crescente componente magmatica nei fluidi rispetto a quella idrotermale. Inoltre la pressione di fuoriuscita dei gas della fumarola di Pisciarelli è costantemente in ascesa e si è attestata di poco al di sotto agli 8bar. Ovviamente questi aumenti sono riferiti ad un periodo lungo diversi mesi.

Sono avvisaglie per una prossima imminente eruzione o evento sismico o bradisismico ? No! Asserisce Giuseppe Luongo vulcanologo ed ex direttore dell’Osservatorio Vesuviano negli anni ’80 all’epoca della seconda crisi bradisismica del novecento. Nonostante tutte le componenti registrate dalle stazioni siano in ascesa non è stata rilevata una evidente deformazione del suolo. Pertanto, fino a quando i dati risultano “bilanciati” non ci sono i presupposti per un allarme, anche se, è fondamentale un monitoraggio costante di tutte le componenti i cui valori sono fondamentali per poter fare valutazioni complessive finalizzate ad eventuali interventi di Protezione Civile. E’ questo, in sintesi, quanto ha asserito il professore Luongo nell’intervista ascoltabile cliccando (QUI) alla quale abbiamo aggiunto anche delle immagini girate pochi giorni fa.

L’incremento dei fenomeni, quindi, non significa che necessariamente siamo prossimi ad un evento catastrofico come un’eruzione così come venne incredibilmente, ed erroneamente, venne detto in un documentario della National Geographic ma è certamente un “segnale” di maggiore attenzione che abbiamo il dovere di tenere in debita considerazione. La storia ci dice che i danni provocati da un evento tellurico non sono procurati dall’evento stesso ma dall’imperizia dell’uomo che negli anni ha costruito in modo scellerato sul territorio. Una persona che perde la vita sotto le macerie di una casa mal costruita o costruita violando le normative imposte sul territorio non muore a causa dell’evento naturale ma a causa del fabbricato costruito in modo non adeguato, oppure, muore perché nel cercare una via di fuga questa è praticamente insufficiente o inesistente.
Nei comuni dell’area Flegrea non esiste, ad esempio, un Piano di Protezione Civile aggiornato e coordinato in grado di far fronte ad una eventuale emergenza. Anche se i puteolani sono oramai degli esperti perché convivono con il fenomeno da decenni. Tant’è che nel corso degli eventi bradisismici degli anni ’70 e ’80 la popolazione si è mossa in modo ordinato e diligente senza alcun incidente di rilievo. Questo non significa che le esercitazioni siano superflue. Chi ha vissuto gli anni del bradisismo è preparato ma le nuove generazioni, che non li hanno vissuto quei momenti, con buona probabilità non sanno cosa sia il bradisismo e quello che bisogna fare in caso di eventi sismici.

Proprio nei giorni scorsi la Regione Campania ha reso disponibili per i comuni 14 milioni di euro per l’aggiornamento dei Piani di Protezione Civile. Al bando, chiusosi il 4 aprile scorso, hanno partecipato 440 comuni su 551. Si spera che anche i comuni flegrei vi abbiano partecipato in modo da non crearsi “alibi” circa l’eventuale carenza di fondi per aggiornamento e attuazione dei Piani oggi divenuti obsoleti.(CFN)