Bradisismo, il COC – Centro Operativo Comunale ha fatto flop

(CFN) POZZUOLI – Uno sciame sismico e tre micro scosse, 2-2,5 grado della Mercalli, hanno messo in ginocchio oggi la Città di Pozzuoli, o almeno una buona parte di essa: dalla Solfatara al porto, da via Napoli a Arco Felice, strade cittadine ed arterie viarie intasate. La causa il fuggi fuggi di genitori invitati da alcune scuole a prelevare i propri figli a seguito delle “scosse di terremoto”. Una decisione scellerata che poteva essere evitata solo se chi doveva essere preparato a queste emergenze, dirigenti, docenti e personale scolastico, avesse avuto la reale preparazione e ricevuto le opportune direttive.

Il COC – Centro Operativo Comunale di Pozzuoli, la cui inaugurazione è avvenuta il 20 novembre dello scorso anno, è stato realizzato appositamente per affrontare e gestire le emergenze e che, fra fondi comunali e regionali, struttura e formazione, costato oltre 100mila euro, stamane il si è dimostrato inefficace ed inutile nella gestione di una emergenza che poteva considerarsi tranquillamente una esercitazione vista l’entità delle scosse: non è riuscito a comunicare. Forse è il caso che chi lo ha, anche giustamente, voluto dia conto dei denari spesi.
La dimostrazione è nella laconica dichiarazione giunta dal sindaco nel pomeriggio: “Siamo in contatto con l’Osservatorio Vesuviano, il Dipartimento di Protezione Civile e la Regione Campania che monitorano costantemente la situazione – dichiara il sindaco Vincenzo Figliolia – Da oltre due anni il monitoraggio dell’INGV è stato potenziato a seguito della dichiarazione della fase di attenzione per i Campi Flegrei da parte della protezione civile. Al momento non ci sono variazioni significative e, quindi, rimaniamo nella stessa fase di attenzione nella quale siamo ormai da diverso tempo. Per questo le scuole e gli uffici pubblici continueranno le normali attività. Pozzuoli convive da sempre con il bradisismo e con il rischio vulcanico, fatto per il quale di tanto in tanto registriamo una ripresa dell’attività sismica. Consapevoli della zona in cui viviamo, dunque, l’invito che rivolgo ai cittadini è di seguire le indicazioni che vengono e verranno date con costanza. I nostri uffici di Protezione Civile – conclude il sindaco – sono allertati e ogni variazione sarà tempestivamente comunicata”.
Una strana coincidenza è la mancata pubblicazione, ieri, del bollettino settimanale da parte dell’Osservatorio Vesuviano che ogni martedì informa circa l’evoluzione del fenomeno. L’ultimo risale al 29 settembre ed evidenzia “un lieve aumento della velocità di sollevamento, con un valore di circa 1.5 ± 0.5 cm/mese” e che “il sollevamento massimo registrato alla stazione GPS di Rione Terra è di circa 10.5 cm a partire da gennaio 2014, di cui circa 4.0 cm da marzo 2015“.

Ma fortunatamente, anche questa volta, tutto è andato liscio (si fa per dire) e non si sono registrati danni a cose o a persone ad eccezione di un vigile urbano che, all’altezza della scuola Giacinto Diano, è stato investito, rimanendo lievemente ferito, da un auto guidata da una mamma intenta a precipitarsi a prelevare il figlio da scuola.

Eppure in questi anni il tema della “valutazione del rischio e dell’emergenza dei Campi Flegrei” è stato più volte trattato. Ed anche l’Osservatorio Vesuviano è stato molto chiaro sulla necessità di acquisire la necessaria resilienza per convivere con un fenomeno come il bradisismo. A distanza di trent’anni dagli ultimi importanti eventi bradisismici si è ancora in attesa del più volte annunciato Piano di Emergenza di Protezione Civile.

Intanto, anche il sindaco, sembra, aver “pagato” con la propria parte di disagio: l’auto che normalmente lo preleva ogni mattina da casa per portarlo in ufficio stamane è rimasta imbottigliata nell’infernale traffico che si è venuto a creare. Il primo cittadino “con i capelli rizzati in testa” ed imprecando al telefono ha dovuto raggiungere a piedi la via Domitiana per farsi accompagnare in Municipio  dove lo aspettava una giornata decisamente impegnativa. Speriamo che l’esperienza vissuta sulla propria pelle gli faccia capire l’assurdità di una viabilità voluta a tutti i costi, ed imposta, agli abitanti della zona.(CFN)