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Campi Flegrei a rischio eruzione? Facciamo chiarezza!
La caldera dei Campi Flegrei vista dal satellite

Campi Flegrei a rischio eruzione? Facciamo chiarezza!

(CFN) POZZUOLI – “Campi Flegrei Deep Drilling Project” è questo il titolo dell’incontro di divulgazione scientifica che si terrà il 3 marzo alle ore 17 a Rione Terra presso il Palazzo Migliaresi, organizzato dall’associazione CittàMeridiana, a cui parteciperà il Sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia e l’Assessore alla Cultura Alfonso Artiaco. 
Il progetto portato avanti da un gruppo di ricercatori dell’ INVG, fra cui il dirigente e ricercatore dell’Osservatorio Vesuviano Giuseppe De Natale, è una occasione per illustrare il progetto e i suoi risultati ma anche una occasione per fare chiarezza sulla pericolosità della caldera flegrea.Deep Drilling Flegreo
I Campi Flegrei sono ad alto livello di pericolosità ma non sono a rischio di esplosione come a volte titolano siti on line e testate più o meno titolate. Già nel 2014 si è cercato di fare chiarezza con un convegno specifico a cui parteciparono tecnici di protezione civile, fra cui lo stesso De Natale, politici e giornalisti (leggi QUI).
Per la particolarità geologica e vulcanologica dell’area una eventuale eruzione è prevedibile almeno al punto di consentire una tranquilla ed organizzata evacuazione dell’intera area.
Grazie alla rete di sensori, sia a terra che a mare, i Campi Flegrei è l’area più monitorata al mondo e la sua pericolosità non deriva dalla pericolosità eruttiva della caldera bensì dall’altissima concentrazione abitativa, dalla carente infrastruttura viaria, dalle carenze di un generico Piano di Emergenza che non tiene conto delle problematiche orografiche e sociali del territorio ma anche della scarsa conoscenza da parte dell’uomo di strada che non ha mai avuto modo di vivere sulla propria pelle, seppur a livello di esercitazione, il disagio fisico e psicologico di un allontanamento dal proprio territorio, dalle proprie cose materiali e immateriali.
Campi Flegrei - Deep drilling project ingvNel secolo appena trascorso sono stati tre i momenti topici: il bradisismo del ’70, il terremoto dell’ ’80 e in bradisismo dell’ ’83. Ma sono oramai tempi lontani che sono rimasi impressi nelle vecchie generazioni che oggi, in parte, non vivono più per una questione legata al mero ciclo della vita.
Le nuove generazioni, invece, non sanno e non conoscono tali eventi non avendoli vissuti e, pertanto, andrebbe fatto su di loro un costante lavoro di informazione non solo attraverso siti web, App, o peggio, brochure scarne ed insignificanti. La conoscenza sopperisce all’ignoranza ma non alle emozioni che, nella fattispecie, sono quelle che si possono provare in caso di abbandono della casa, del proprio lavoro, del proprio quotidiano.
La cittadinanza, quella residente ma anche quella impegnata in attività imprenditoriali e commerciali, andrebbe costantemente supportata perché le sensazioni di abbandono sono difficilmente arginabili “dopo” mentre sarebbero più facilmente gestibili se alla base venisse coltivata quella sana resilienza che predispone psicologicamente piuttosto che fisicamente.
Ed allora che ben vengano momenti di chiarimento e confronto come quello organizzato a patto che questi non diventino un red carpet.(CFN)