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Clan Polverino, comminati 350 anni di carcere

Clan Polverino, comminati 350 anni di carcere

(CFN) QUARTO – Sono stati condannati a oltre 350 anni di carcere i 23 imputati accusati di affiliazione al clan Polverino che operava a Quarto. Stamane i giudici della IX sezione penale del Tribunale di Napoli, pm Ardituro e Del Gaudio, hanno emanato la sentenza che vede, tra gli altri,  condannati a 3° anni di carcere Salvatore Liccardi detto “Pataniello”, Giuseppe Perrotta, Fabio Allegro, Salvatore Cammarota e Ciro Manco. Condannati a 14 anni, invece, Nicola Imbriani e l’imprenditore di pompe funebri Attilio Cesarano, a 10 anni il presidente del Quarto Calcio Castrese Paragliola. A tutti sono stati confiscati i beni.

Alla notizia della sentenza i rappresentanti delle associazioni “Libera Napoli” e “Libera Daniele Del Core” hanno diffuso il seguente comunicato stampa congiunto: “La sentenza del Processo Polverino emessa dal tribunale di Napoli oggi ci conferma ulteriormente che Quarto per anni è stata gestita dai clan camorristici. – si legge nel comunicato stampa – Gli anni inflitti agli imputati non lasciano alcun dubbio sulla penetrazione criminale che si è avuta in città così come precedentemente riportato nelle relazioni semestrali della Direzione Investigativa Antimafia nazionale. Nonostante tutto questa sentenza apre un’occasione storica per liberare, finalmente, la città dalle mani dei clan. E’ in un contesto come quello che si sta delineando, grazie alle indagini della magistratura e delle forze dell’ordine, che può e deve rinascere la speranza. La speranza è affidata nelle mani di chi saprà costruire, giorno dopo giorno, una cultura dell’anticamorra nelle scuole e tra i cittadini. Ribadiamo che è necessario supportare gli inquirenti in questa fase e denunciare: questo è il primo passo per collaborare attivamente per il cambiamento. Alle Istituzioni chiediamo di non abbassare lo sguardo su Quarto. Alla Magistratura e alle forze dell’ordine – si legge ancora nel comunicato –  chiediamo di continuare l’opera di contrasto alla criminalità. Quarto può rinascere dalle macerie soltanto con l’impegno di tutta la cittadinanza. In questo scenario il presidio dei Campi Flegrei di Libera continuerà a fare la sua parte.”.(CFN)