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Divieti di sosta, incursione di vigili e carri attrezzi. Impedito a giornalista di documentare
Rimozione di un auto in sosta ad Arco Felice

Divieti di sosta, incursione di vigili e carri attrezzi. Impedito a giornalista di documentare

(CFN) POZZUOLI – Dopo il blitz dei “divieti di sosta” piazzati nella tarda serata di ieri (leggi Qui) che ha scatenato le ire di residenti e commercianti di Arco Felice stamane incursione in molte zone della città di Polizia Municipale e carri attrezzi per far rispettare l’Ordinanza.
A via Terracciano sfilza di contravvenzione per le auto temporaneamente in sosta a margine della carreggiata di clienti del locale sportello bancario che si sono visti portar via e sanzionare anche per pochi minuti di sosta.
Nella zona alta della città, nei pressi dell’Anfiteatro Flavio, un supermercato ha dovuto invitare i propri clienti a spostare le auto parcheggiate sul proprio spazio privato perché avevano semplicemente attraversato il marciapiede pubblico per farlo. L’esercente da mesi aspettava dall’Ente una autorizzazione amministrativa, mai giunta, che consentisse ai suoi clienti di andare sul proprio parcheggio privato. Il sindaco, a detta dell’esercente, era d’accordo ma dagli uffici della polizia municipale alcun segno di assenso o di diniego: stamane l’intervento a sorpresa.
Ad Arco Felice una residente che ieri sera aveva parcheggiato la sua auto su via Miliscola, così come faceva da molti anni, stamane è vista rimuovere l’auto: intervenuta per tempo ha evitato il costo per la rimozione ma non la contravvenzione di 41€.
Un altro colpo al commercio locale. “Con questo provvedimento – dice Ciro, commerciante della zona – stroncheranno anche le ultime attività commerciali che sono rimaste“. “I clienti non si potranno più fermare – dice la commerciante della salumeria – nemmeno per acquistare un pezzo di pane. Che ne sarà di noi piccoli negozi di vicinato” esclama un altro commerciante “Non sanno più cosa inventarsi per fare soldi. Qualche mese fa i passi carrabili ora gli spazi per il parcheggio” ed ancora “Un cliente avrà vita sempre più dura e piuttosto che scegliere di acquistare qui opterà per recarsi a fare acquisti nei centri commerciali“.
Sempre su via Miliscola stamane un nostro giornalista intento a documentare quanto stesse accadendo ed in procinto di intervistare commercianti e residenti del posto è stato invitato da un capitano della Polizia Municipale a mostrargli le foto scattate. Diversamente il graduato ha prospettato il sequestro dell’apparecchio ed in estremis l’accompagnamento al Comando. A nulla è valso mostrare il tesserino e dichiarare di essere intento svolgere il proprio legittimo diritto di cronaca. A quel punto gli sono stati richiesti i documenti personali e dell’auto che frattanto era ferma, e con il motore ancora acceso, in spazio di sosta delimitato da strisce bianche. Quattro agenti su ordine del graduato hanno attorniato il cronista che ha chiesto anche di essere arrestato per i reati eventualmente commessi ma, frattanto, due dei vigili avevano cominciato a verificare generalità e libretto, quasi fosse un delinquente, per poi elevare verbale di contestazione perché “Sostava nel senso opposto a quello di marcia”. L’auto in realtà aveva effettuato una “fermata”, con motore acceso e guidatore alla guida, occupando uno degli spazi di parcheggio delimitati da strisce bianche al lato sinistro vista l’assenza totale di strisce (doppie continue, singole continue e discontinue) che ne vietavano l’attraversamento e che le strisce bianche adibite a parcheggio facevano parte della “Fascia di sosta laterale”.
Quanto accaduto ci è sembrato, in tutta onestà, si sia trattato di una “punizione” da infliggere per aver tentato di documentare l’azione repressiva in atto. Un fatto grave che potrebbe avere strascichi qualora il giornalista dovesse decidere di sporgere denuncia alle autorità competenti per gli abusi subiti.
Si registra di fatto una tensione latente in città travolta da molte, forse troppe, novità per una comunità poco incline ai cambiamenti. Se non si intende mettere in discussione i provvedimenti c’è sicuramente da mettere in discussione i metodi che andrebbero rivisti per far in modo che il contribuente venga considerato cittadino e non suddito e pertanto soggetto ad un costante stato di polizia. Di contro si assiste costantemente, in particolare nei weekend, a una dilagante delinquenza e micro delinquenza che tiene subdolamente in ostaggio la città. Qualora però un tale comportamento fosse dettato da una volontà politica non vorremo un giorno svegliarci e prendere atto che tutto faceva parte di un piano teso a mettere in ordine la città per poi porgerla su un piatto d’argento a qualche fantomatico imprenditore turistico-immobiliare.(CFN)