POZZUOLI/ Figliolia, il PD puteolano pronto a staccargli la spina
Vincenzo Figliolia sindaco di Pozzuoli

POZZUOLI/ Figliolia, il PD puteolano pronto a staccargli la spina

(CFN) POZZUOLI – Il rimpasto di giunta ed un giro di consultazioni avviate dal sindaco Vincenzo Figliolia stanno agitando la politica puteolana.
Tutto, si fa per dire, è partito da un emendamento presentato in uno dei consigli comunali scorsi da undici consiglieri di maggioranza e che non è andato giù al primo cittadino che, di conseguenza, ha deciso, in autonomia e senza interfacciarsi con il proprio partito, di andare alla ricerca di altri fedelissimi. Da qui sono iniziate schermaglie e manovre anche in vista dei prossimi turni elettorali che dovranno tener conto anche di un panorama nazionale nettamente cambiato visto che il PD dall’opposizione è passato alla guida del Paese. Da qui ne deriverebbe una ipotetica, quanto improbabile, candidatura di Figliolia alle regionali anche se egli stesso ha smentito asserendo di voler continuare ad essere sindaco di Pozzuoli fino al 2022.
Secondo i bene informati il sindaco Figliolia ha cominciato a tessere una tela che porterebbe al ricambio totale della giunta ad eccezione di Roberto Gerundo che verrebbe riconfermato. Le nuove poltrone sarebbero assegnate a nuove figure, politiche o tecniche, indicate dai diversi micro gruppi che si sono andati a consolidare in questi due anni intorno primo cittadino.
Luigi Manzoni, Salvatore Caiazzo, Luigi Daniele, Maria Rosaria Testa e Mimmo Pennacchio, hanno inviato una “Comunicazione del PD al Sindaco del Comune di Pozzuoli” di ben sette pagine accusandolo di non aver ottemperato ai documenti politici sottoscritti. Una accusa, fra le altre, che potrebbe portare ad una rottura se non una sfiducia da parte di una consistente rappresentanza del PD in consiglio: 5 su 7. La consigliera Marzia Del Vaglio e Mariano Amirante, ex segretario del PD, hanno preso le distanze dal documento.
Inoltre, sembrerebbe che Figliolia stia creando di garantirsi i numeri, in caso di sfiducia dei suoi, stringendo alleanze con altri consiglieri presenti in consiglio. Qualora non dovesse riuscirci e la sfiducia arrivare entro dicembre sarebbe ricandidabile e pronto a guidare la città per altri, almeno, cinque anni. (CFN)