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Giugliano, la guardia costiera sequestra cento astici vivi, 30 kg surgelati e 30 kg di datteri allevati abusivamente

Giugliano, la guardia costiera sequestra cento astici vivi, 30 kg surgelati e 30 kg di datteri allevati abusivamente

(CFN) GIUGLIANO IN CAMPANIA – Nell’ambito delle attività di controllo e vigilanza della filiera ittica e a tutela della salute dei consumatori su disposizione della Procura di Napoli Nord, la Guardia Costiera di Pozzuoli, alle prime ore di questa mattina ha dato esecuzione ad un decreto di perquisizione di un intero stabile ricadente nel Comune di Giugliano in Campania al fine di contrastare il commercio abusivo di specie ittiche. L’intensa attività d’intelligence, svolta nei giorni scorsi dagli uomini della capitaneria ha permesso di rinvenire un vero e proprio impianto abusivo destinato alla detenzione per la successiva commercializzazione di prodotti ittici delle specie datteri e astici. Gli accertamenti hanno consentito, anche attraverso il supporto della competente Asl Napoli 2 Nord, di riscontrare che le strutture, dove erano custodite le specie ittiche in vasche in acciaio dotate di impianto per l’ossigenazione ed il riciclo acqua, fossero completamente abusive, prive di qualsiasi certificazione e non idonee ad ospitare gli oltre 100 esemplari di astici. Nell’edificio, sono stati rinvenuti anche datteri di mare pronti per essere avviati alla vendita illegale per un peso complessivo di 30 kg circa. Per i datteri è severamente vietata pesca, detenzione, trasbordo, sbarco, magazzinaggio, vendita e esposizione in qualsiasi stadio di crescita. Uno dei motivi per cui la pesca e la detenzione dei datteri di mare è vietata è che, per i modi in cui viene praticata, è particolarmente violenta e distruttiva per il fondo marino che rimane notevolmente danneggiato per un lungo periodo di tempo con grave pregiudizio per tutta la flora e la fauna marina che è interessata a questo tipo di habitat. Per meglio evidenziare la devastazione del fondo marino che questo tipo di pesca determina, il dattero di mare vive all’interno di gallerie scavate nella roccia calcarea grazie ad una secrezione mucosa erosiva e raggiunge le massime densità di popolazione entro i primi cinque metri di profondità pur essendo presente fino a 20-25 metri. La sua crescita è estremamente lenta e si stima che raggiunga la lunghezza di 5 cm in un arco di tempo compreso tra i 15 ed i 35 anni. La pesca del dattero di mare, quindi, determina la distruzione degli scogli dove questi animali vivono. Presso la struttura, per altro in parte adibita ad uso abitativo, è stata anche rinvenuta una cella frigo, anch’essa adibita a deposito e ricovero temporaneo del prodotto ittico con all’interno 30 kg di astici surgelati. Tutti i locali, gli impianti ed i mezzi riconducibili all’attività illecita, nonché l’intero prodotto ittico, sono stati posti sotto sequestro ed i due proprietari deferiti alla Procura di Napoli.(CFN)

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