"Giustizia per mio figlio se la merita", il grido di dolore della mamma di Pierluigi Rotta
Pierluigi Rotta il poliziotto puteolano ucciso a Trieste

“Giustizia per mio figlio se la merita”, il grido di dolore della mamma di Pierluigi Rotta

(CFN) TRIESTE – Pierluigi Rotta, l’agente di Pozzuoli ucciso, è stato raggiunto da due colpi di pistola al lato sinistro del petto e all’addome con la sua pistola che gli ha sottratto uno dei due dominicani. “Giustizia, giustizia, se la merita“. Un grido di dolore, con la voce straziante. Sono le parole della mamma di Pierluigi che rompono il silenzio commosso degli uomini in divisa che in questura a Trieste rendono omaggio ai due colleghi uccisi ieri. Sono parole prima sussurrate, poi quasi una supplica al questore Giuseppe Petronzi che le stringe le mani. 

LA DINAMICA A compiere il furto Alejandro Augusto Stephan Meran, di 29 anni, di nazionalità dominicana. Subito dopo il colpo si pente e chiama il fratello, Carlysle Stephan Meran, di 32 anni, il quale avverte la polizia. Giungono sul posto una Volante con due agenti a bordo e un’auto della Squadra Mobile. I due fratelli salgono sulla prima vettura; l’altra li segue a distanza, un po’ più indietro a causa del traffico. Un’operazione di routine, senza particolari difficoltà. I quattro a bordo della Volante entrano in Questura. E quel che segue sono fotogrammi di un film impazzito, una manciata di minuti che seminano il terrore e spezzano due vite. Alejandro, affetto da difficoltà psichiche, chiede di poter andare in bagno e ad un certo punto riesce a sottrarre la pistola all’agente che lo accompagna. Come abbia fatto sarà difficile ricostruirlo: alla scena non hanno assistito testimoni e la zona non è coperta da telecamere. Dopo aver sparato al primo poliziotto, Meran si incammina verso l’uscita e trova sulla sua strada il secondo agente. L’uomo spara ancora e quando il poliziotto cade in terra gli prende la pistola, strappandogli la fondina. A quel punto si avvicina l’uscita e ha un terzo conflitto a fuoco, con l’agente al corpo di guardia, che lo ferisce. Meran, dicono ancora le fonti, riesce comunque ad uscire dall’edificio e qui viene bloccato dagli uomini della squadra mobile. Dalla ricostruzione che sta emergendo sembra inoltre che il fratello, Carlysle Stephan Meran, non abbia avuto alcun ruolo nella sparatoria e, anzi, per paura si sia rifugiato nei sotterranei appena si è cominciato a sparare. (CFN)