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I commercianti del centro storico non hanno i dipendenti in regola

I commercianti del centro storico non hanno i dipendenti in regola

(CFN) POZZUOLI – Benzina sul fuoco del commercio puteolano i cui commercianti vivono in questi giorni momenti di tensione con l’amministrazione Figliolia per gli ormai noti problemi el centro storico cittadino. Ad accendere gli animi già incandescenti il presidente dell’Osservatorio per il Contrasto e l’Emersione del Lavoro non Regolare che in un post sul più popolare social network ha detto che sono “Bravi ad esporre cartelli per invocare interventi miracolosi del Sindaco, con la speranza di far arrivare i clienti con l’auto fin dentro i propri negozi, un pò meno ad avere i dipendenti in regola con contratti di lavoro dignitosi.” per poi chiosare “La lista dei commercianti da evitare nel Centro storico di Pozzuoli ora è un pò più precisa“.

Il post di Dario Chiocca

Il post di Dario Chiocca

Dario Chiocca

Dario Chiocca

Una dichiarazione insinuante, discriminatoria ed inaccettabile, secondo le organizzazioni di categoria, che minacciano querela, e che presuppone la sussistenza di sufficienti motivi che hanno potato Chiocca ad esprimersi in maniera nemmeno troppo celata. Nel frattempo, compatte, le sei organizzazioni di categoria hanno protocollato stamane un documento nel quale chiedono senza mezzi termini al sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia di sollevare Chiocca dall’incarico “vista la sua posizione preconcetta“.

In sintonia con il presidente dell’OCELR Dario Chiocca sembra essere il consigliere dei Verdi Paolo Tozzi che ha affidato il proprio pensiero, ed anche la propria posizione, ad post nel quale dice: “L’onesta’ intellettuale che chiedevo di avere ai commercianti del centro storico ed ai loro rappresentanti sindacali non viene praticata. Le proteste e le lamentele, dopo tanti interventi e provvedimenti che sono stati realizzati in quella area sono solo faziose strumentali e fuori luogo. La loro delusione può solo orientarsi ad una autocritica sulla incapacità di rigenerare le loro attività che sono diventate oramai Vintage. I gusti e le abitudini della gente sono cambiati .!. Il Sindaco a mio avviso li ha fin troppo accontentati dopo avergli concesso uno dei più bei centri storici dei comuni del Sud. Ancora parcheggi? . Si potranno inventare altri 10.000 posti auto ma i visitatori non riempiranno i loro negozi.”

Il post di Paolo Tozzi

Il post di Paolo Tozzi

Affermazioni pesanti quella del presidente Chiocca e del consigliere Tozzi dai quali, però, già in molti stanno prendendo le distanze.

Quello che fa specie è che dopo 30anni di buio commerciale non vissuti da taluni e diversamente vissuti da altri ci si cimenti a giudicare i commercianti puteolani che hanno dimostrato, fra mille vicissitudini, di tenere accese le luci di una città mentre la politica era impegnata in una deportazione senza uguali. E fa ancora più specie leggere che “Il Sindaco a mio avviso li ha fin troppo accontentati dopo avergli concesso uno dei più bei centri storici dei comuni del Sud” quasi la città fosse “una cosa nostra” anzi “una cosa loro“.

Paolo Tozzi

Paolo Tozzi

Piuttosto la politica si dovrebbe interrogare per dimostrare quanto sia riuscita a fare in quattro anni di amministrazione attraverso un assessorato che non ha lasciato il benché minimo segno. Una città che “dopo tanti interventi” doveva rifiorire in un sol colpo e che, invece, è alle prese ancora con i parcheggi. Un commercio ovviamente ed inevitabilmente “vintage” visto che il tessuto è stato imprenditoriale locale è stato per anni solo visto per essere sfruttato elettoralmente per poi senza scrupolo favorire l’arrembaggio di rampanti imprenditori “mordi e fuggi” provenienti dai posti più disparati e con pseudo franchising. Da anni si assiste, nel centro cittadino, a gestioni anche semestrali utili solo per un sottobosco imprenditoriale che costringe l’Ente di via Tito Livio a rincorrerli per poter incassare tributi che mai verranno incassati ma che certamente verranno iscritti a bilancio. Su questo terreno nessun consigliere si è mai sentito di scendere per fare il proprio lavoro.

Altrettanto si potrebbe dire per l’economia in generale della città flegrea, e più in generale dei Campi Flegrei, che non ha nè una identità specifica ne una eterogeneità tale da garantire una economia propria così come dovrebbe avere una città di quasi 90mila abitanti, seconda in ordine di grandezza nella provincia di Napoli ma prima per importanza e e beni archeologico-paesaggistici.(CFN)