IL CASO/ Dal 1° luglio rischiano di restare a piedi 30mila pendolari di Cumana e Circumflegrea

IL CASO/ Dal 1° luglio rischiano di restare a piedi 30mila pendolari di Cumana e Circumflegrea

Riceviamo e pubblichiamo

Ho scritto al Ministro Toninelli, di cui è nota la sensibilità verso le problematiche dei pendolari, di intervenire immediatamente. La regione Campania corre il rischio di veder crescere dal prossimo primo Luglio il numero di pendolari che useranno la gomma (auto, moto o bus) al posto del ferro (Cumana e Circumvesuviana) se non si interviene immediatamente con un provvedimento legislativo che rinvii il passaggio di competenze da Ministero ad ANSF delle linee regionali EAV previsto a partire dal primo Luglio 2019 (vedi note allegate).
Temiamo infatti che tale passaggio imporrà sulle nostre linee un limite di velocità a 50 all’ora (dagli attuali 70/90), il che determinerebbe un taglio delle nostre corse di circa un terzo. Per andare da Napoli a Sorrento, ad esempio, si passerebbe da 1,08 minuti a 1,40 minuti circa. Le nostre linee trasportano oltre 100 mila pendolari al giorno. Purtroppo il taglio delle corse stimiamo porterebbe ad una riduzione di passeggeri di circa il 30 per cento, con la conseguenza di avere in auto private o su bus circa 30-40 mila pendolari in più ogni giorno. Tutto ciò aumenterebbe il rischio di incidenti in valore assoluto. Difatti è noto che il rischio nel trasporto su gomma è molto più elevato che su quello su ferro.
Gli incidenti ferroviari gravi (reti locali + rete RFI) occorsi in Italia nel periodo 2004-2014 sono stati 1.446, con 84 morti e 276 feriti; gli incidenti stradali mortali nello stesso periodo sono stati 52.845, con 57.313 morti e 3.700.968 feriti.
Sulle strade si registra ogni anno una carneficina: 5.000 morti all’anno (media anni 2004-2014) contro 7-8 morti all’anno sulle ferrovie. Il rischio di incidenti sulle strade, rapportato al numero degli utenti, è cento volte superiore a quello su ferro. Spostare 30 mila persone al giorno su strade ingolfate è una scelta che porterà a più morti e feriti in valore assoluto.
Le nostre ferrovie (quest’anno compiono 130 anni di storia) sono certamente da ammodernare in termini tecnologici. Ma la sicurezza delle linee è dimostrata dalle statistiche degli incidenti che hanno causato morti o feriti gravi: si contano sulle punte di un dito negli ultimi vent’anni, pur avendo trasportato oltre un miliardo di persone. Le statistiche ci confortano che il rischio è quello medio delle ferrovie italiane, tra le più sicure al mondo.
EAV appena tre anni fa era sull’orlo del fallimento. Oggi ha risanato il bilancio, produce utili, ha programmato assunzioni, investimenti in infrastrutture ed in materiale rotabile. Gli investimenti sulla sicurezza necessari per essere rispettosi della normativa ANSF sono già programmati e verranno realizzati nel corso dei prossimi tre anni. Abbiamo chiesto al Ministro Toninelli di valutare una proroga congrua del passaggio di competenza dal Ministero ad ANSF o adeguate norme transitorie che non penalizzino i nostri pendolari e non mettano a serio rischio anche il nostro progetto complessivo di sviluppo. Le norme ANSF rischiano infatti di causare un impatto traumatico per EAV che porterebbe, oltre alla riduzione dei passeggeri, ad un taglio dei ricavi da traffico, a problemi nella circolazione del materiale rotabile, ad inficiare l’equilibrio di bilancio e la possibilità di assumere le 350 persone già previste per fine 2019.
Le nostre linee sono sicure il 30 giugno e possono ancora esserlo il primo luglio.
Quanto rappresentato per EAV vale per la gran parte delle ferrovie isolate italiane, presenti soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia. L’obbligo di dotarsi dei sistemi di sicurezza previsti da ANSF è scattato a fine 2017. Se in Italia per realizzare un’opera pubblica sono necessari mediamente 17 anni (secondo statistiche sole 24 ore) per noi era impossibile realizzare gli investimenti richiesti in soli 17 mesi. Abbiamo la volontà di realizzarli, tutto è già programmato. Consentiteci di realizzarli senza mettere a rischio la nostra esistenza e senza penalizzare i nostri utenti. Siamo fiduciosi che prevalga il buon senso e che il Ministro accolga la nostra richiesta, che è quella di ASSTRA (associazione di categoria aziende TPL) già inoltrata e illustrata in incontri presso le commissioni parlamentari e da ultimo ieri a Roma in sede di conferenza Stato Regioni.

Umberto De Gregorio (Presidente dell’Eav)