Il puteolano Gennaro Iavarone muore in Ecuador, vittima di un incidente doveva tornare in Italia per le cure: ucciso dalla burocrazia

Il puteolano Gennaro Iavarone muore in Ecuador, vittima di un incidente doveva tornare in Italia per le cure: ucciso dalla burocrazia

(CFN) POZZUOLI – Gennaro Iavarone, 43enne originario di Pozzuoli ma residente a Sanremo non c’è l’ha fatta ed è deceduto in Ecuador nella vana attesa che un volo di stato lo riportasse in Italia. Gennaro circa tre settimane fa ebbe un brutto incidente in Ecuador dove fu operato alla spina dorsale. Doveva ritornare in Italia per cure mediche che nel paese sudamericano non poteva avere. Gennaro inizialmente non era in pericolo di vita ma le crisi respiratorie ne complicavano man mano le sue condizioni. Inizia la girandola burocratica tra l’Ecuador e la Farnesina. L’autorizzazione arriva il 22 marzo ma il giorno dopo Gennaro muore.

LE DICHIARAZIONI DEL PARLAMENTARE MULE’ “La notizia della morte di Gennaro Iavarone mi addolora e mi lascia sgomento. Dall’11 marzo scorso sono stato in costante contatto con la sorella Melania che lo assisteva con la famiglia in Ecuador: ho vissuto giorno e notte la loro angoscia, il senso di impotenza e di frustrazione nei lunghi giorni passati per tentare di accelerare il rientro di Gennaro in Italia. Ho personalmente investito della vicenda – tra gli altri – il ministero degli Esteri e la Presidenza del Consiglio dei ministri: ho pressato giorno per giorno a tutte le ore gli uffici a tutti i livelli affinché la “pratica” fosse “evasa” celermente, come si dice nel linguaggio burocratico. Gli ultimi miei ripetuti solleciti presso la segreteria del sottosegretario Giancarlo Giorgetti sono di venerdì scorso: mi avevano assicurato che il “giro delle firme” era completo e domani sarebbe stato autorizzato il volo di Stato per il rientro di Gennaro in Liguria dall’Ecuador. Proprio stamattina avevo scritto a Melania Iavarone perché vedevo la luce in fondo al tunnel. Ora che so della scomparsa di Gennaro sono assalito dalla tristezza. Capisco la rabbia e il dolore dei familiari: hanno ragione. Non so se tutti avranno la serenità di poter dire in coscienza di non essersi risparmiati e aver fatto tutto ciò che era nella loro disponibilità e nel più breve tempo possibile per favorire il rientro in Italia di Gennaro. Io ho questa serenità, ma non riesce in alcun modo a lenire il dolore che provo”. (CFN)