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Inaugurato il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile, veglierà sulla sicurezza dei cittadini

Inaugurato il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile, veglierà sulla sicurezza dei cittadini

(CFN) POZZUOLI – Inaugurato questa mattina a Monteruscello il COC Centro Operativo di Protezione Civile alla presenza di Autorità civili, militari e religiose fra cui il capo del Dipartimento di Protezione Civile Franco Gabrielli, il Direttore dell’Ufficio Rischio Sismico della Protezione Civile Mauro Rosi, il Direttore dell’Osservatorio vesuviano Giuseppe De Natale, l’assessore regionale Edoardo Cosenza, l’assessore alla Pianificazione del Terriorio Roberto Gerundo, il vescovo di Pozzuoli Gennaro Pascarella. A fare gli onori di casa il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia.
Una struttura di 600 metri quadrati di proprietà comunale in disuso e ristrutturata con un costo di 150mila euro reperiti nei fondi comunali, conterà 12 dipendenti e sarà diretto dall’architetto Franco Alberto De Simone.
Il sindaco Vincenzo Figliolia, nella premessa, ha detto che “questo Centro è frutto di un gioco di squadra e dell’abnegazione dell’amministrazione. Iniziamo un percorso che ha due obiettivi a breve termine: la piena conoscenza del territorio e dei rischi ad esso connessi, oltre che delle misure di sicurezza, che coinvolgerà direttamente le scuole; la realizzazione del piano di evacuazione in caso di emergenza, che contiamo di ultimare entro sei mesi“. Riferendosi all’assesore Cosenza ha auspicato che l’allargamento della zona rossa a tutto il territorio puteolano non diventi penalizzante per la città che deve, nonostante le sofferenze già patite, continuare a vivere e a svilupparsi.
L’assessore Cosenza ha chiarito che per la città l’estenzione della zona rossa deve essere una opportunità da sfruttare e che la città, in questo modo, può beneficiare di ulteriori fondi per il gli anni 2014-2020 che potranno essere utilizzati per migliorare la viabilità, razionalizzare e migliorare le infrastrutture locali.
Il prefetto Gabrielli ha elogiato l’iniziativa dell’Amministrazione nel volersi dotare di un centro operativo evoluto che possa essere anche di coordinamento per i paesi circostanti e poi ha sottolineato che “con l’allargamento della zona rossa la comunità nazionale si prenderà maggiormente cura del territorio“. Il direttore dell’Osservatorio Vesuviano ha sottolineato che i Campi Flegrei sono un territorio fra i più controllati d’Italia e che al COC saranno disponibili in tempo reale tutte le informazioni necessarie per una adeguata azione di protezione civile.
L’architetto De Simone, neo dirigente della Protezione Civile comunale ha detto che “il COC rappresenta un inizio ma va riempito con personale qualificato per affrontare qualsiasi attività“.
Negli interventi di Gabrielli, De Natale e Cosenza sono emersi costantemente i termini “cultura del rischio”, “informazione”, “corretta comunicazione”. Tutti elementi cardini per costruire quella resilienza, ovvero la fisiologica capacità di reagire positivamente di fronte ad eventi emergenziali, necessaria per continuare a vivere in un territorio con queste caratteristiche.
E’, infatti, fondamentale che massaie, alunni, operai, imprenditori, commercianti e professionisti sappiano esattamente cosa fare in caso di un innalzamento del livello di attenzione ed in particolare di emergenza. Il cittadino deve sapere attraverso quale fonte ufficiale può ricevere notizie fondate qualora i sistemi di comunicazione vadano in crisi così come è successo a l’Aquila nel 2009.
La Regione la scorsa settimana ha definito “i gemellaggi” dei comuni vesuviani e analogo provvedimento sarà adottato per i Campi Flegrei nelle prossime settimane ma, è indispensabile, che ogni persona abbia la consapevolezza di quello che dovrà fare nei momenti più critici. Ciò è possibile solo con una azione informativa sistematica capace di tramutare i potenziali disagi e le potenziali difficoltà in una cultura dell’emergenza che possa consentire ad ogni singolo individuo di mettere se stesso in sicurezza. Ma cultura della sicurezza, inoltre, è anche utilizzare spazi temporali e fisici in modo sostenibile.(CFN)