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La Cattedrale del Rione Terra restituita alla città di Pozzuoli
Un momento della cerimonia d'inaugurazione del Duomo

La Cattedrale del Rione Terra restituita alla città di Pozzuoli

(CFN) POZZUOLI – E’ stato sancito questa mattina, fra Soprintendenza dei Beni Archeologici di Napoli e Diocesi di Pozzuoli, il passaggio della Basilica Cattedrale San Procolo del Rione Terra. Domenica, a distanza esattamente di cinquant’anni, la Cattedrale torna ai fedeli per riacquistare, dopo la Messa pontificia, la sua funzione religiosa.
Alla presenza delle principali Autorità, stamane erano presenti il governatore della Regione Campania Stefano Caldoro, il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, il vescovo Gennaro Pascarella oltre che numerose altre autorità.
Il Duomo distrutto da un incendio l’ 11 maggio 1964, fu ripetutamente saccheggiato all’indomani dell’abbandono forzato dell’allora vescovo Salvatore Sorrentino dopo che il comune gli aveva fatto staccare perfino le forniture di acqua e luce. Da quel momento in poi due puteolani, Raffaele Giamminelli e Angelo D’Ambrosio, sotto l’egida dell’allora vescovo portarono in salvo migliaia di opere che trovarono custodia nel nuovo centro diocesano del Villaggio del Fanciullo. Molte altre opere, fra cui quelle del Fracanzano, del Lanfranco, del Beltrano, del Gentileschi, del Finoglio e del Ribera, furono portate al museo di Capodimonte dove sono state restaurate e conservate. Oggi sono ritornate al proprio posto e sono godibili in tutto il loro splendore così come tutti gli affreschi della Cappella del Sacramento e della Sala Capitolare dove sono visibili gli affreschi raffiguranti i vescovi della Diocesi partenopea.
Un mix di sacro e profano rappresentati da quello che rimane del Capitolium, il tempio dedicato alla triade celeste Giove, Giunone e Minerva venerata dai romani e risalente al II secolo a.C., successivamente trasformato in un suntuoso monumento in onore di Augusto, e la parte restante del Duomo, di epoca molto più recente, sede della Diocesi partenopea fra le più antiche della Chiesa.

Il vescovo di Pozzuoli Gennaro Pascarella

Il vescovo di Pozzuoli Gennaro Pascarella

 “Oggi possiamo ammirare, grazie anche al progetto che ha superato il concorso per il restauro, un passato remoto del tempio augusteo e un passato prossimo e presente del luogo di culto per eccellenza: la Cattedrale” ha detto nel suo intervento il vescovo di Pozzuoli Gennaro Pascarella al quale abbiamo successivamente chiesto quale è la personale sensazione nell’ereditare, dopo tanti anni, il Duomo del Rione Terra che costituisce un importante simbolo di cristianità per i puteolani ma anche un condensato di storia di oltre duemila anni. “Il primo sentimento chiaramente è quello della gioia. –  ha esordito monsignor Gennaro Pascarella E’ stata per me una grande emozione. Oggi è stato un momento di festa perché finalmente dopo tanti anni possiamo ritornare in questo luogo che è un luogo fondamentale per la chiesa della Diocesi di Pozzuoli. Adesso si aprono nuove prospettive. Bisogna far si che le nuove generazioni possano non solo riappropriarsi ma anche comprendere anche la bellezza di questo luogo sentendolo più proprio visto che sono passati cinquant’anni e quindi almeno due generazioni che non lo conoscono. Una realtà come questa – conclude il presule – è giusto che venga vissuta da tutti“.
tempio e Duomo due tipologie di costruzioni strutturalmente diverse ma anche usi differenti che, probabilmente, avranno portato a dover assumere scelte difficili.
La scelta più difficile è stata quella di dover soddisfare due esigenze contrapposte. – dichiara il professor Marco Dezzi Bardeschi, architetto, che ha coordinato il gruppo di lavoro vincitore del concorso internazionale che ha curato il recupero della Cattedrale – Quelle degli archeologi che evidentemente ‘vedevano’ il Tempio e ne volevano ricostruire la volumetria quindi riportare il pavimento all’altezza della base, delle colonne, e rifare il soffitto per ridare volumetria al tempio. Dall’altra parte quella della Curia che ‘vedeva’ la cattedrale per poterci esercitare le funzioni quotidiane. Questo ripristino, necessario, – continua Bardeschi anche per dar vita al reperto precedente del ‘podio’ sottostante, del pavimento all’altezza superiore creava una distanza fra navata e transetto e quindi l’altare celebrante. Quindi questa cosa l’abbiamo risolta, mettendo insieme le due esigenze, con quella gradinata inclinata al centro. Per cui entrambe le esigenze di partenza – conclude il professor Bardeschi sono state soddisfatte: quella dell’unità dell’aula delle funzione e quella della reintegrazione della volumetria del Tempio”.
Una soluzione che potrebbe rappresentare oltre che un compromesso anche un nuovo “modello” per l’architettura moderna.
“Perché no. Certo. – ribatte Bardeschi Senz’altro, anche se ogni intervento si caratterizza, si qualifica, per le condizioni ed il momento in cui viene fatto. Quindi il nostro è stato un intervento ‘devozionale’ nei riguardi sia del Tempio ritrovato sia del grande trionfo della chiesa tardo barocca”.
Ma anche per la Soprintendenza le decisioni e i compromessi sono stati difficili e combattuti.

Marco Dezzi Bardeschi e Teresa Elena Cinquantaquattro

Marco Dezzi Bardeschi e Teresa Elena Cinquantaquattro

 “L’intervento che più mi ha spaventato, aldilà della difficoltà dei rapporti fra uffici – ha dichiarato la dottoressa Costanza Gialanella della Soprintendenza di Napoli – è stato proprio questa del Tempio e del restauro del Tempio-Duomo perché il Tempio romano è un ‘unicum’ non solo in Italia, e sentirsi sulle spalle la responsabilità del suo restauro, la responsabilità di cercare di recuperarlo annettendolo al sacro senza lasciarlo, in qualche modo, sopraffare dal sacro è stato per me un momento molto difficile. Mi pare che la soluzione di compromesso che alla fine abbiamo raggiunto renda gloria ad entrambe le parti di questo straordinario monumento”.
Compromessi che partono da lontano e che coinvolgono, negli anni, molte persone come la Soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro.
Non parlerei di compromesso. – esordisce la dottoressa Cinquantaquattro Diciamo che la cosa straordinaria è che la sistemazione attuale permette di “leggere” la storia di questo tempio in tutte le sue fasi. Quindi, dalle fasi romane alle ultime fasi barocche. Questo credo sia la straordinarietà che si respira in questo momento. – continua la soprintendente – Devo dire che personalmente giungo al termine di un percorso complesso iniziato da chi mi ha preceduto. In generale il recupero del Rione Terra è iniziato negli anni ’90 ed il risultato di oggi è il frutto di energie e dell’impegno di persone diverse e di più istituzioni. Credo che oggi si possa essere assolutamente contenti del risultato che si è raggiunto tenendo però presente che la strada è ancora lunga. Ovviamente c’è ancora una parte del Rione Terra che dovrà essere restaurata, c’è un problema di gestione di queste strutture come il percorso archeologico e di tutto il patrimonio che è stato restituito alla comunità. Ma oggi credo che si segni una ripartenza in quello è il processo di valorizzazione di questo straordinario complesso”.

Costanza Gialanella

Costanza Gialanella

Ma per la Soprintendenza il lavoro non è giunto al capolinea, anzi, continuerà interessando altre aree del territorio.
Certo, qui siamo in un area archeologica, nell’area di una colonia di età romana – dichiara ancora la dottoressa Teresa Elena Cinquantaquattro che è una parte di un’area più estesa che comprende le zone dell’Anfiteatro Flavio, la zona dove è situato lo Stadio Antonino Pio. La città era molto più grande di quella che è l’acropoli e la rocca del Rione Terra. Quindi, il nostro impegno continua, così come è continuato in questi anni, ma risultati come questi danno veramente il senso, il significato profondo, di quello che l’intervento rappresenta per la valorizzazione del patrimonio culturale”.
Anche per il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia è stato una giornata importante.
Penso che oggi sia una giornata importante per la città perché a distanza di cinquant’anni, – dichiara Figliolia – oggi essersi riappropriati della Cattedrale significa anche accelerare il processo di restituzione alla comunità dell’intera rocca del Rione Terra in un momento dove le industrie, che hanno rappresentato ricchezza e occupazione ed economia, non ci sono più. Noi siamo fortunati da questo punto di vista. In altre città, chiuse le industrie, non hanno avuto più futuro. Se riuscissimo ad avere la consapevolezza di tutti i cittadini che è importante valorizzare quello che la natura ci ha regalato: penso al paesaggio, al mare, alla cultura, all’archeologia. Facendo sistema e valorizzando quanto abbiamo significa che negli anni possiamo riuscire a garantire ricchezza al territorio. E’, questo, un ragionamento complesso, difficile, che necessita della consapevolezza e della spinta di tutti i cittadini.”
Ma in che modo i cittadini dovranno fare la restante parte?
Cercando di spingere questo processo partecipando attivamente alla vita amministrativa seguendo le scelte che andremo a fare anche di concerto con gli altri organi istituzionali e nel contempo bisogna navigare nella propria mentalità, nel proprio DNA perché la sfida è più grande di noi. Oggi abbiamo a disposizione gli ingredienti necessari per accettare la sfida e portala avanti“.
E come è possibile trascinare in questo processo le nuove generazioni facendo in modo che la “storia” li travolga ?
Questo è un obbiettivo complesso. Confido molto nel mondo scolastico.  – dichiara ancora il sindaco di Pozzuoli – Oggi qui erano presenti tutti i dirigenti scolastici del territorio. La sfida può, e deve, partire dalle scuole per far comprendere ai ragazzi che cosa è che cosa può rappresentare questo territorio. Anche se è difficile misurarsi con i giovani e con i loro contenuti, il loro entusiasmo. Questo compito lo sento su di me e cercherò di trascinarli in questa sfida“.
Quali potrebbero essere gli strumenti, anche tecnologici, per agganciarli ?
Oggi attraverso la rete è possibile avvicinarli. Personalmente sono tradizionalista.  – dice Vincenzo Figliolia C’è prima bisogno che i giovani si rendano conto di cosa è questa città e che cosa rappresenta la sua storia, la sua cultura. Sono convinto che nel momento in cui diventano consapevoli delle meravigliose risorse a disposizione saranno loro a spingere. La loro spinta, le loro energie, a quel punto saranno dirompenti per il superamento delle difficoltà”.
La dottoressa Cinquantaquattro ha detto che la Soprintendenza continuerà a svolgere assiduamente il proprio lavoro.
Gli attori principali del processo di recupero, secondo l’accordo di programma, della rocca del Rione Terra è Comune, Ministero, Soprintendenza, Diocesi. E’ chiaro conclude il sindaco Figliolia che c’è bisogno costruire un sistema di rete dove tutti, però, devono viaggiare nell’ottica di un solo obbiettivo: la valorizzazione di questa terra a partire da questa rocca”.

Il Governatore della Regione Campania Stefano Caldoro

Il Governatore della Regione Campania Stefano Caldoro

Anche per il governatore della Regione Campania Stefano CaldoroLa rocca del Rione Terra può costituire una importante vetrina verso il mondo che può far conoscere ed apprezzare le bellezze ed i tesori della nostra regione ed in particolare dei Campi Flegrei. Un passaggio importante per passare da una economia industriale, prettamente manifatturiera – dichiara Caldoro ad una economia che si fonda sul terziario e sul turismo in generale. È questo un grande giorno anche per la chiesa: la riapertura della cattedrale-tempio riveste un significato importante per tutta la comunità locale” mentre per l’assessore regionale Edoardo CosenzaIl recupero del Rione Terra, che è patrimonio dell’umanità, e il restauro della cattedrale, effettuati con fondi del bilancio regionale, fanno sistema con gli interventi previsti dal notevole investimento che abbiamo realizzato con i fondi europei su Pozzuoli con il grande progetto Laghi Flegrei che depurerà il litorale e i laghi. Grazie all’investimento di 65 milioni di euro – conclude l’assessore Cosenza recuperiamo la risorsa mare e le risorse archeologiche. Otto gare per assegnare i lavori sono già terminate e le ultime 3 sono prossime alla conclusione. Potranno poi iniziare i lavori.”.(CFN)

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