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L’Ischia Film Festival visto dalla critica

L’Ischia Film Festival visto dalla critica

(CFN) ISCHIA – Un festival interamente dedicato al cinema che racconta i territori, valorizzando le location e la cultura dei luoghi in cui sono ambientate le storie. E’ l’Ischia Film Festival, giunto alla tredicesima edizione, tenutasi nello splendido Castello Aragonese dell’isola dal 27 giugno al 4 luglio. Oltre 100 film, tra lungometraggi, documentari e corti, selezionati tra centinaia di iscrizioni da 62 paesi di tutto il mondo, proiettati ogni sera in “sale” dall’atmosfera magica, come la storica Cattedrale dell’Assunta, o il nuovo spazio del festival, l’incantevole Terrazzo degli Ulivi.

Ha vinto, nella categoria dei film lunghi, un’opera indiana, il toccante “1000 rupee note”, ma è a un cineasta napoletano, Edoardo De Angelis, che è andato per “Perez” il premio come miglior regista. Tra i riconoscimenti assegnati, è doveroso sottolineare quello riservato alla cosiddetta Location negata, ovvero luoghi della Terra segnati drammaticamente da vicende sociali, politiche e ambientali. E in tal senso, è significativa la menzione speciale ricevuta da “La cella zero”, breve ma intenso documentario diretto dal fotografo napoletano Salvatore Esposito, sulla cella del carcere di Poggioreale all’attenzione della magistratura per le torture inflitte ai prigionieri.

In un giusto equilibrio tra cinema autoriale e sprazzi di glamour, il festival ha ospitato il regista italiano dell’anno, Francesco Munzi, vincitore di ben 9 David di Donatello con “Anime nere”, la giovane Laura Bispuri, unica regista italiana in concorso a Berlino con “Vergine giurata”, ma anche attori amati dal grande pubblico come Carlo Buccirosso, Lillo, Francesco Paolantoni, Adriano Giannini, Giacomo Rizzo ed Edoardo Leo, nelle vesti anche di regista del film-rivelazione “Noi e la Giulia”.

In anticipo sui tempi, Michelangelo Messina, direttore artistico e ideatore della manifestazione, ha intuito il potenziale del cosiddetto cineturismo e l’interessante indotto economico generato dalla permanenza sul territorio delle troupe cinematografiche. Non a caso, il premio speciale per le produzioni straniere che scelgono di girare sul territorio italiano, è stato assegnato a un produttore esecutivo lungimirante come Enzo Sisti, al quale si devono le riprese in Italia di kolossal come “Ben-Hur”, “Christ the Lord” o l’ultimo James Bond di prossima uscita.

Ischia Film Award alla carriera attribuito a Pasquale Squitieri, impossibilitato a ritirare personalmente il premio per i postumi di un incidente automobilistico. In sua vece l’attore feticcio Leopoldo Mastelloni, che ha sottolineato la libertà, il coraggio e l’indipendenza del regista. Ad arricchire una settimana di incontri e visioni due interessanti seminari, con l’intervento di rappresentanti delle Film Commission di Basilicata, Marche e Trentino, e del responsabile del Desk di Bari di Europa Creativa, ultima frontiera per reperire risorse da destinare all’organizzazione di eventi culturali.(CFN – di Giuseppe Borrone)