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Padre di famiglia bacchetta i figli disobbedienti

Padre di famiglia bacchetta i figli disobbedienti

(CFN) POZZUOLI – Accade nelle migliori famiglie che un buon padre di famiglia dia una strigliata ai propri figli fino a minacciarli di sculacciarli qualora non obbediscano agli ordini impartiti. Ce ne fossero di più di questi padri di famiglia in un epoca dove la famigli è spesso alla deriva per un eccessivo permissivismo di colui che esercita la patria potestà e che, per tale ruolo, è obbligato ad impartire l’educazione.
Il fatto diventa a dir poco grave se a fare la strigliata è un sindaco nei confronti dei propri consiglieri di maggioranza.
E’ accaduto a Pozzuoli dove nel corso di un consiglio comunale il sindaco Figliolia si rivolge ai propri consiglieri di maggioranza con livore e nervosismo dicendo: “Chi è con me è con me, se siete d’accordo bene, altrimenti si va tutti a casa”.
Tutto bene, detto così, se non fosse altro che la frase è stata pronunciata dopo che alcuni consiglieri (Della Corte, Visconti e Cossiga) avevano chiesto un rinvio dell’approvazione di un punto all’ordine del giorno che prevedeva l’impegno di di spesa di ben 3milioni e mezzo per l’acquisto e conseguente abbattimento dello scheletro di quello che rimane dell’ex ristorante “Vincenzo a mare” e di un impegno di spesa di ben 15 milioni di euro per la ristrutturazione di quel che rimane del complesso balneare privato “Lido Augusto” previsti dalla delibera di giunta n. 63.
I “poveri” consiglieri avevano invano cercato di far capire a sindaco e presidente del Consiglio che avevano difficoltà ad esprimere il proprio voto favorevole su un punto di cui non avevano ricevuto le necessarie notizie tanto più che le perplessità erano forti circa lo stanziamento di somme così importanti. Una perplessità e una richiesta più che legittime. Ed invece, di tutta risposta, il sindaco “minaccia” di dimettersi e di mandare tutti a casa. Un sol consigliere prende la parola e rimanda contesta l’atteggiamento del primo cittadino: Raffaele Visconti di SEL. Apriti cielo: “ne riparliamo il primo giugno” tuona Figliolia.
A quel punto, oltre ai 5 consiglieri di maggioranza  (Bifulco, Di Bonito, Orsi, Pollice e Tozzi) che avevano abbandonato il Consiglio, abbandonano l’aula in aperta contestazione con il sindaco Della Corte e Visconti. A votare sotto diktat una maggioranza striminzita ridotta a soli 12 compreso il presidente.
Figliolia resta, quindi, all’angolo e con dalla sua parte solo Enrico Russo, Mario Massimiliano Cutolo, Sandro Cossiga, Michele Luongo, Elio Buono, Mimmo Pennacchio, Enzo Daniele, Salvatore Caiazzo, Gennaro Testa, Lucio Terracciano, Gigi Manzoni e Tito Fenocchio.
Alcuni di questi, però, politicamente percorrono strade diverse e quindi non sarebbero troppo fedeli al sindaco. Basterebbe una minima “defezione” e Figliolia sarebbe spedito a cassa come già è successo per Magliulo sindaco della precedente consiliatura. All’epoca, voci dicorridio, davano come “regista” delle dimissioni dei tre consiglieri proprio l’ex consigliere di minoranza Figliolia.
La svolta, quasi certamente, avverrà all’indomani dell’esito delle regionali alle quali è candidato Elio Buono “pupillo” di Figliolia.
Indipendentemente se Buono riuscirà o meno a sedere sugli scranni del prossimo consiglio regionale il numero di preferenze che riuscirà a conseguire saranno determinanti per la carriera politica di Figliolia: i numero di voti saranno determinanti per stabilire i nuovi rapporti di forza con “i suoi fedelissimi”, con la segreteria regionale del PD e con quella nazionale. Quel che accadrà lo sapremo solo vivendo.(CFN)