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Piedirosso dei Campi Flegrei il vino che viene da lontano

(CFN) NAPOLI – I Campi Flegrei culla di una delle più antiche civiltà ma anche terra che ha dato vita ad una delle bevande più prestigiose: il vino. Ricercatori di ben quattro università, quella del Sannio, della Federico II, della Seconda Università e quella di Vienna, hanno accertato che il Piedirosso dei Campi Flegrei è uno dei vini, se non il vino, più longevo al mondo di cui si possa dimostrarne la tracciabilità. E’ stato scoperto, attraverso l’analisi della filiera, e quindi l’analisi di rami, foglie, acini e del suolo, essere il più antico dei vini esistenti. Gli esperti, nella fattispecie, definiscono questa analisi “impronta geologica”.
Nell’ambito degli studi volti alla tracciabilità alimentare – ha affermato Mariano Mercurio, docente di Mineralogia applicata del dipartimento di Scienze e tecnologie dell’Università degli studi del Sannio – in questa fattispecie di un vino, per la prima volta è stata indagata tutta la filiera vitivinicola partendo dal substrato geologico, passando per il suolo per giungere poi alla vigna (rametti, foglie, acini) e infine al vino“.
Il vigneto preso in esame è situato in un angolo dei Campi Flegrei fra i comuni di Pozzuoli e di Bacoli, fra i laghi Averno e Fusaro, in località Scalandrone.
Il prestigioso distretto vinicolo indagato – dichiara l’enologo Vincenzo Mercurio – relativo anche al Piedirosso è stato scelto in quanto, come è noto, rappresenta un cultivar diffusissimo in Campania e quindi presente nella gran parte dei disciplinari della doc relativi ai vini rossi.”
La cantina puteolana proprietaria dell’appezzamento di terreno è stata messa sotto attenta osservazione dall’enologo Vincenzo Mercurio al fine di poter circoscrivere l’area di studio e per sviluppare e seguire la filiera attentamente la filiera.(CFN)