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Premio InCivitas a Comune e Soprintendenza

Premio InCivitas a Comune e Soprintendenza

(CFN) POZZUOLI – A distanza di poco più di una settimana dal “decimo premio della civiltà”, dove non sono mancate polemiche a destra e a manca, il Tempio di Serapide torna a splendere nell’incuria e nell’abbandono. L’antico “Macellum” continua ad essere un acquitrino dove gli unici a goderne saranno anatre e rospi che prima o poi ripopoleranno lo stagno putrido che, visto l’aumento delle temperature per la bella stagione, diventerà giorno dopo giorno sempre più puzzolente.
Trecento mila euro bruciati in una sola serata che non hanno lasciato nemmeno le briciole sul territorio a parte qualche camera d’albergo fittata a 90euro a notte da qualche albergatore speculatore che pur di incassare 50euro in più non ha pensato che “l’evento” potesse costituire una opportunità di rilancio generando di fatto pubblicità a dir poco negativa: nemmeno a Sorrento si pagano cifre simili.
A distanza di mesi, se non di anni, non è dato ancora capire per quale motivo il Tempio di Serapide debba presentarsi ai turisti in queste misere condizioni. Si è parlato di disaccordo fra Comune e Soprintendenza su manutenzione e gestione, si è parlato di un sistema di pompaggio per lo svuotamento delle acque vecchio, di un contatore che dovrebbe alimentare le pompe la cui bolletta non si sa chi la deve pagare. Tempio di Serapide - strada chiusaEppure per realizzare un palco di una invasività senza precedenti Comune e Soprintendenza hanno subito trovato un accordo. Non diciamo che gli organizzatori del concertone magari avrebbero potuto fare “un regalo alla città” riparando o facendosi carico del funzionamento delle pompe, ma ci viene da consigliare al Sindaco Figliolia di spendere meglio i soldi che giungono sul territorio facendo in modo che questi abbiano ricadute positive e reali sulla collettività. Inoltre, rimanendo sulla zona circostante il Tempio di Serapide, non riusciamo proprio a comprendere perché il cittadino debba sacrificarsi rispetto a certe chiusure al traffico i cui benefici, come al solito, sono ad appannaggio degli amici degli amici.(CFN)