Sgomberato il campo prefabbricati. Sfollati ospitati al PalaTrincone di Monteruscello

Sgomberato il campo prefabbricati. Sfollati ospitati al PalaTrincone di Monteruscello

(CFN) POZZUOLI – E’ stata una giornata dura intrisa di disperazione, di legalità, e illegalità quella appena trascorsa in via Generale Dalla Chiesa. In assetto antisommossa la Polizia ha fronteggiato le ultime famiglie che hanno tentato di opporsi allo sgombero del campo container che nella metà degli anni ’80 venne fatto costruire per ospitare attività commerciali, produttive ed artigianali che dovettero lasciare il centro storico cittadino a seguito del bradisismo.
Stasera, per chi non ha alternativa, il Comune di Pozzuoli ha allestito presso il PalaTrincone di Monteruscello un punto di accoglienza dove potranno dormire le persone sfollate che non hanno trovato una sistemazione alternativa. Brande e culle per i bambini più piccoli sono stati sistemati sul parquet di basket.
La “bomba” è scoppiata lo scorso mese di gennaio a seguito ad una ordinanza sindacale del gennaio scorso per la sussistenza di gravi condizioni igienico-sanitarie. Una situazione non più procrastinabile per la salute pubblica e le condizioni di vita in cui versavano gli occupanti, data la massiccia presenza di amianto nella copertura e nelle pareti dei manufatti. Il problema, però, era noto da tempo.

I prefabbricati liberati dalle attività commerciali a metà degli anni ’90 furono gradualmente occupati da nuclei familiari bisognosi di un tetto. Alcuni di questi legittimi assegnatari altri occupanti senza titolo. In oltre venticinque anni con costi di fornitura elettrica e acqua a totale carico delle casse comunali.
“Alle famiglie occupanti senza titolo è stato proposto un percorso di accompagnamento per la ricerca di una adeguata e idonea soluzione. – precisano dal Comune – Ma non è stato accettato.”.
Per loro, lo scorso 28 marzo il Consiglio Comunale deliberò un sostegno economico per affrontare l’emergenza.
Su questo punto si consumò lo strappo nella maggioranza il cui numero legale venne garantito da un parte dell’opposizione.

“L’amministrazione – si legge in una nota – ha fatto tutto quanto era nelle sue possibilità, per offrire aiuto a coloro che vivevano e vivono in condizioni di disagio e per tutelare la salute dei cittadini.”.

A nulla sono valsi i diversi incontri tra il Comune e la Prefettura di Napoli che, dopo le verifiche delle situazioni familiari degli occupanti e dopo aver dato tutto il tempo necessario a lasciare autonomamente il campo container, è sfociato nello sgombero di oggi.
Alle famiglie è stato consentito portare via le ultime cose. Questo pomeriggio gli operai hanno sigillato una buona parte dei prefabbricati già liberati. L’area rimarrà presidiata per tutta la notte. Domani camion e furgoni del Comune provvederanno a trasportare i suppellettili più pesanti ed ingombranti in altro luogo indicato dai legittimi proprietari. Presto sarà incaricata una ditta specializzata per l’abbattimento delle strutture e la bonifica dell’area.

Ma dal ’90 ad oggi, le varie amministrazioni succedutesi cosa hanno fatto per evitare ciò? Chi non ha “visto” ciò che era sotto gli occhi di tutti? Come è stato possibile rilasciare le residenze in ambienti in condizioni igienico-sanitari quantomeno molto discutibili? La politica che ha utilizzato quelle famiglie come serbatoio elettorale cosa ha fatto?
Ed ancora…come mai quelle famiglie hanno rifiutato un accompagnamento per una sistemazione più civile? Qual’è la “forma mentis” che si è insinuata nei giovani abitanti al punto di portarli ad essere disperati per l’abbandono di uno status molto vicino a quello dei Rom?

Forse prima di un atto così cruento e forte, che pure andava fatto nell’ottica della salvaguardia della salute, questa gente andava seguita sotto il profilo psicologico e socio culturale per far in modo che in modo cosciente decidesse di scegliere per una vita migliore come è loro diritto avere.(CFN)