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Soldi falsi, fra le “capitali” anche Pozzuoli e Quarto

Soldi falsi, fra le “capitali” anche Pozzuoli e Quarto

(CFN) NAPOLI – Secondo una indagine della Guardia di Finanza di Napoli, sezione Tributaria, Pozzuoli e Quarto sarebbero insieme a Giugliano, Marano, Afragola e Aversa, “capitali” del denaro falso. I militari hanno negli anni accertato che esiste un forte radicamento in questi territori oltre che una particolare specializzazione dei contraffattori al punto da portare i finanzieri a definirla una “scuola napoletana” a tutti gli effetti.
Secondo Gerardo Marinelli, comandante del nucleo antisofisticazioni della GdF di Napoli che ha rilasciato una intervista al portale d’informazione ilgiornale.it, “La scuola partenopea viene denominata in ambito comunitario “Napoli group”. Loro sono i falsari storici della provincia di Napoli, – dichiara Gerardo Marinelli a ‘Il Giornale’ – hanno un’elevatissima professionalità che negli ultimi anni tramandano insegnando a chi, prevalentemente dall’estero, viene ad imparare le tecniche base della falsificazione. Ogni stamperia ha una struttura aziendale e ci sono varie figure. C’è il committente che investe il capitale, in genere circa 200 mila euro per l’acquisto dei macchinari. Poi c’è il tipografo, un maestro capace di replicare ologramma, filigrana e calcografia delle varie banconote. E c’è il grossista che piazza le banconote ai dettaglianti. Per realizzare i biglietti si utilizzano lastre con dei lucidi che vengono inserite in una stampante offset e consentono una stampa fronteretro. – spiega Marinelli – Dopodiché si provvede all’asciugatura della banconota utilizzando altri macchinari per ridurre l’umidità nell’ambiente in modo che non siano intaccate la qualità e il colore dei biglietti. A banconota asciutta si provvede poi all’applicazione dell’ologramma e della patina trasparente sull’ologramma e della pellicola trasparente“.
Inoltre, in una videointervista pubblicata dal sito d’informazione corriere.it vengono fatte vedere macchine di alto livello tecnologico rinvenute in una stamperia di Quarto.
I tagli da 20 e da 50 euro sono le banconote più contraffatte perché circolano di più e la gente dedica poca attenzione – dichiara su corriere.it Letizia Radoni, capo del dipartimento circolazione monetaria della Banca d’Italia – Bisognerebbe toccarli muoverli, guardarli: le caratteristiche di sicurezza di prima fascia metterebbero in condizione tutti di distinguere i biglietti falsi. La banca centrale europee e le banche centrali delle singole nazioni hanno voluto mettere in circolazione la seconda serie delle banconote proprio per rafforzare le caratteristiche di sicurezza. I nuovi biglietti – continua Letizia Radoni – presentano un inchiostro cangiante, in controluce è filigrana realizzate in maniera più raffinata, filo di sicurezza, consistenza della carta in fibra di cotone la calcografia che è inimitabile o sentire la calcografia che è praticamente inimitabile dando un senso di rilievo alle banconote”.
Per contrastare il fenomeno in questi giorni saranno messe in circolazione nuove banconote del taglio di 10euro realizzate accuratamente tenendo conto proprio delle tecniche di contraffazione fino ad oggi utilizzate e conosciute.
Dalla Banca d’Italia fanno sapere che “Le principali novità sono il numero verde smeraldo – spiega a corriere.it Tiziana Torres della divisione qualità della circolazione e analisi della contraffazione della Banca d’Italia – e il ritratto di Europa nella filigrana e nell’ologramma, nonché gli elementi tattili sul bordo biglietto“.
Aspettiamoci, quindi, di rimanere “interdetti” o quantomeno “perplessi” prossimamente quando ci ritroveremo prossimamente una banconota nuova fra le mani e prestiamo particolare attenzione a quelle vecchie di cui una piccola percentuale risulta essere falsa.(CFN)