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Bradisismo, fluidi spinti dalla camera magmatica all’origine delle scosse

Bradisismo, fluidi spinti dalla camera magmatica all’origine delle scosse

(CFN) POZZUOLI – Assistiamo in questi giorni a una serie scosse, di sciami concatenati, quasi senza soluzione di continuità. A volte interminabili sequenze di micro scosse, fra poco più di 0 e 2, in alcuni casi anche 2.5 di magnitudo. Moltissime superficiali, anche a mezzo kilometro. Alcune altre a 2,5/3 kilometri di profondità.

Da questi dati, e da molti altri, fra cui una recente tomografia effettuata dall’INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sembrerebbe che la camera magmatica situata a circa 7 km stia generando una spinta sui fluidi già presenti a circa 3,5 km che causerebbero una ulteriore intrusione fra le rocce che, conseguentemente, collasserebbero per compressione o stiramento.

In uno studio effettuato da ricercatori dell’INGV si evince che “confrontando la composizione chimica dei magmi coinvolti nelle passate eruzioni flegree con quella dei gas magmatici attualmente emessi alle fumarole della Solfatara, abbiamo ricostruito le attuali dinamiche del degassamento magmatico. – dichiara Antonio Paonita dell’INGV – Il nostro studio mostra come i gas rilasciati dal magma in risalita nelle zone profonde del sistema di alimentazione del vulcano si accumulino alla base del sistema idrotermale sovrastante, localizzato a circa 3 km di profondità, il quale viene riscaldato e pressurizzato, deformando e fratturando le rocce crostali più superficiali e dando così origine a fenomeni di sollevamento del suolo e terremoti tipicamente osservati nell’area.“. Mentre il vulcanologo Gianmarco Buono, co-autore dello studio, precisa che “Attraverso modelli termodinamici è stato possibile riprodurre gli scenari di degassamento magmatico profondo che negli ultimi decenni hanno controllato le variazioni della composizione chimica e del flusso dei gas fumarolici misurati alla Solfatara”, precisa il vulcanologo Gianmarco Buono co-autore dello studio.“.

Ad ogni buon conto, ricordiamo, che i Campi Flegrei sono un territorio fra i più controllati e studiati al mondo e che quanto sta accadendo non lascia spazio a eruzioni imminenti tali da giustificare l’innalzamento del livello di emergenza. Si tratta “semplicemente”, si fa per dire, di trovare quella forza necessaria, quella resilienza, che consente di continuare a convivere con un fenomeno unico nel suo genere, nervi permettendo.(CFN)