Bradisismo: Science pubblica una ricerca che definisce la caldera e ne studia l’evoluzione

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Bradisismo - la Caldera dei Campi Flegrei

(CFN) POZZUOLI – Uno studio della caldera dei Campi Flegrei, che ha tenuto anche dei dati più recenti, è stata pubblicata da Science definendo meglio il fenomeno anche in prospettiva futura.

Sorvolando tutte le valutazioni tecniche derivanti dalla ricerca denominata “A clearer view of the current phase of unrest at Campi Flegrei Caldera.” è stata pubblicata una immagine che rende incredibilmente chiara l’attuale situazione anche all’uomo della strada e consente, a chi lo desidera, di approfodire e capire meglio anche le prospettive.

I ricercatori della Standford University, utilizzando l’enorme quantità di dati in possesso dell’Osservatorio Vesuviano dal 2000 ad oggi, dichiarano di aver utilizzato anche tecniche di inetelligenza artificiale che hanno consentito di apprezzare maggiormente alcuni dettagli alla base del fenomeno individuando una serie di fagli attive. E di questo ce ne siamo accorti e resi conto tutti. Ma il dato interessante è l’aver con una certa precisione circoscritto la caldera, almeno la parte di essa più critica che potrebbe dare risposte prospettiche. Quelle che mancano e che nessuno si azzarda nemmeno lontanamente ad ipotizzare se non genericamento o con luoghi comuni.

Secondo il professor Warner Marzocchi dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, esistono delle faglie circolari proprio intorno alla caldera e che “All’interno di tale struttura ad anello la sismicità osservata evidenzia per la prima volta sulla terraferma vicino a Pozzuoli delle faglie specifiche e ben definite, che potrebbero portare a stime più precise della pericolosità e del rischio sismico in questa area.”.

La sismicità, quindi, non sarebbe nè puramente tettonica nè puramente magmatica, bensì “ibrida”. Dimostrazione sarebbe il Monte Olibano con la sua costituzione.

Anna Tramelli, ricercatrice dell’INGV, ha dichiarato che “Questi eventi provengono dall’interazione tra roccia, fluidi e gas durante una fratturaAnalisi più approfondite suggeriscono che i fluidi coinvolti sarebbero di tipo idrotermale.”.

Un innovativo sistema di analisi dei segnali sismici sarebbe già in uso e, secondo i ricercatori, “…una volta superata la fase di verifica, potrebbe permettere di identificare in tempo quasi reale anche i più piccoli cambiamenti nel comportamento sismico dei Campi Flegrei e, di conseguenza, permettere migliori stime del rischio sismico e vulcanico.”.(CFN)

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