Elvira Notari: un film per ricordare la prima regista italiana
(CFN) NAPOLI – In occasione del 150esimo anniversario della nascita di Elvira Notari, un comitato di studi si è posto l’obiettivo di rilanciare e riscoprire la figura di una delle pioniere del cinema italiano. La prima regista donna del nostro paese, in un periodo storico in cui l’emancipazione femminile era ancora un miraggio lontano.
A suggello delle iniziative messe in campo dalla promotrice del comitato, la produttrice napoletana Antonella Di Nocera, arriva il film di Valerio Ciriaci, Elvira Notari. Oltre il silenzio, realizzato in collaborazione da Awèn Films e Parallelo 41, e presentato in concorso a Venezia nella sezione dedicata ai documentari sul cinema.
Un’indagine a tutto campo su una regista rimossa dalla storiografia ufficiale, di cui esistono pochissime tracce documentali, che ha girato circa 60 lungometraggi e centinaia di filmati brevi. Solo tre di questi sono sopravvissuti per intero e sottratti al macero: È piccerella, ‘A santanotte, Fantasia ‘e surdate.
Nativa di Salerno, Elvira Coda si trasferisce a Napoli, dove sposa Nicola Notari, assumendone il cognome. Insieme fondano la Dora Film. Negli anni ’20 un successo travolgente accompagna la vicenda imprenditoriale della società. Viene inaugurata anche una sede a New York, dove gli immigrati italiani divorano i film diretti dalla Notari, dal taglio popolare e melodrammatico. L’ascesa del fascismo, con relativa censura, e il tramonto del muto porteranno al declino della società, che chiude definitivamente i battenti nel 1930.
Ritiratasi a Cava de’ Tirreni, Elvira si spegne nel 1946. Gli accenni alle tormentate vicende familiari, con l’affidamento all’orfanotrofio della terza figlia Maria, aggiungono un tono di mestizia e di plausibile giustificazione all’improvvisa uscita di scena della regista, probabilmente ostracizzata per il suo atteggiamento anticonformista e di rottura con la morale del tempo.
Interviste a storici del cinema, giornaliste, studiose e musicologhe ricostruiscono i tasselli biografici di una antesignana del cinema al femminile, attiva a Napoli, città che fu insieme a Torino la capitale del nuovo linguaggio artistico inventato dai Lumière. Rari spezzoni di pellicola, parallelismi tra i luoghi immortalati nei film e gli stessi ambienti al giorno d’oggi rendono suggestivo un viaggio nella memoria e nel doveroso riconoscimento dello straordinario lavoro della Notari. Rimasta in vita all’ombra del marito, che appare nelle locandine ufficiali, inibita a siglare i contratti in quanto donna, ma vera protagonista di una carriera ricca di perle, e ormai quasi del tutto dimenticata.(CFN – Giuseppe Borrone)
