FLIP, il Festival di Letteratura Indipendente dal 3 al 6 settembre
(CFN) NAPOLI – Si terrà dal 3 al 6 settembre, a Casalnuovo di Napoli, presso Palazzo Salerno-Lancellotti di Durazzo in via XXV Luglio, la sesta edizione di FLIP Festival di Letteratura Indipendente. Diretto da Eduardo Savarese questanno avrà come tema “L’immortale” e come ospiti Alessandro Baricco, Irvine Welsh, Bae Suah, Kevin Barry, Maylis de Kerangal, Giorgio Vasta e Antonio Moresco.
Il confine fondamentale, nella percezione della realtà oggettiva, è la fine della vita. La morte segna la sparizione materiale del corpo. La distruzione degli oggetti, delle città, delle civiltà segue la stessa logica. L’attraversamento del confine, con il pensiero o nella realtà effettiva, è la grande sfida dell’umano al concetto stesso del limite. In letteratura, è il romanzo a praticarlo costantemente. La letteratura come sfida alla finitudine e fonte di immortalità dell’autore è un’idea antica, già esplicita nella poesia di Orazio (“ho edificato un monumento più duraturo del bronzo”), ripresa quindici secoli dopo da Shakespeare (“Né marmo, né aurei monumenti di principi sopravviveranno a questi possenti versi”), che si declina come gloria del poeta e dell’artista capace di resistere all’oblio post mortem.
Ma l’immortalità come tema d’indagine letteraria comincia a configurarsi chiaramente con il romanzo ottocentesco, soprattutto nelle forme del romanzo gotico (Frankenstein; or, The Modern Prometheus) o horror (Dracula), per ripresentarsi nel romanzo contemporaneo attraverso l’esplosione del fantastico, del weird, dell’ibridazione tra realismo e “irrealismo”, del noir e del crime con colorazioni “paranormali”, ecc. L’immortalità che certa letteratura contemporanea recupera, anche figlia degli sviluppi profondi di alcuni filoni scientifici (dalla psicologia alle neuroscienze), è, al fondo, spinoziana: c’è una idea di mente umana capace di cogliere l’eternità nella finitudine (al netto di posizioni religiose o esplicitamente spirituali), che porta alla conoscenza delle singole cose, alla nitida consapevolezza di sé.
Il FLIP 2026 attraversa tutto questo, per concentrarlo in quattro giorni di incontri. Quattro giornate sull’Immortale: dal Giovedì di Nostalgie/Resurrezioni al Venerdì di Riti di Cose e Parole, dal Sabato di Misteri nel Tempo alla Domenica intitolata al verso shakespeariano Il ricordo eterno della tua memoria.
Il programma completo del festival su flipfestival.it.(CFN – Giuseppe Borrone)
