Ischia Film Festival: stasera le premiazioni
(CFN) ISCHIA – Ieri sera, venerdì, serata conclusiva delle proiezioni alla Cattedrale dell’Assunta gremita per l’incontro “Parliamo di Cinema” di Lucia Calamaro intorno ad Antartica – Quasi una fiaba. Ambientato nella base scientifica Sidera, il film segue un gruppo di scienziati italiani isolati da otto mesi e impegnati nella progettazione di una città di ghiaccio; l’arrivo di Maria Medri incrina l’equilibrio della missione e apre un conflitto sulle sue scelte etiche e sul futuro dell’umanità.
“Abbiamo costruito una vera familiarità prima delle riprese, – ha dichiarato Lucia Calamaro – con due settimane di prove a Cinecittà: è lì che nascono relazioni autentiche, anche gli attriti, che poi entrano nel film. Venendo dal teatro, credo sia fondamentale per la verità dei rapporti in scena. Mi interessa la fragilità dell’essere umano, quel tentativo precario di avvicinarsi a qualcosa di essenziale. In ‘Antartica’, un mondo insieme fiabesco e ostile, emerge una dimensione istintiva che spinge alla trasformazione. Essere qui è commovente: questo luogo è di una bellezza straordinaria e vedere il film proiettato qui è come assistere a una nascita.”.
In Piazza d’Armi, Sueña Ahora di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini ha attraversato una Cuba sprofondata nel buio di un blackout, dove desideri e visioni si impastano con i suoni della notte. A seguire, Nel buio dell’acqua di David Rodríguez de la Morena segue Mauro Morandi, ottant’anni, che dopo trent’anni trascorsi a custodire un’isola scopre che verrà sfrattato. Il regista spagnolo è intervenuto insieme alla produttrice Sofia Prieto: “Per noi l’isola è un vero e proprio personaggio, non una semplice location. L’abbiamo trattata esattamente come Mauro: viva, presente, parte integrante della storia. Era fondamentale restituirle questa dimensione, perché il film nasce proprio dall’incontro tra il protagonista e questo spazio così carico di identità. Essere qui al festival ha un valore speciale. Il film ha un legame profondo con le isole e con l’Italia, quindi presentarlo in questo contesto per noi è particolarmente significativo. Siamo davvero orgogliosi di essere qui.”
Alla Casa del Sole, gli ultimi applausi sono andati a Rahlo (Shallow Ground) di Jozo Schmuch, ambientato a Vukovar, dove una madre riavvolge il tempo e riabbraccia il figlio scomparso nella guerra, identico a come era partito; e a Sanding Dreams di Anton Mamykin, che segue uno studente di ingegneria spaziale costretto a tornare al villaggio natale per un’emergenza familiare, mettendo da parte il proprio sogno di stelle.
Stasera, la serata finale vedrà alle ore 21:30, alla Cattedrale dell’Assunta, l’evento ufficiale riservato ai professionisti del settore e alla stampa accreditata, con la consegna dei premi assegnati dalle giurie internazionali, calata di sipario su un’edizione che continua a fissare un nuovo e sempre più alto standard per lo storytelling cinematografico legato alla valorizzazione dei luoghi.
In contemporanea, alle ore 21.30 ma a Piazza d’Armi, la proiezione di Rise, Sunday e Sanding Dreams, preceduti dall’incontro Parliamo di Cinema con Gianni Canova e Barbora Bobulova.
Il direttore del Festival Michelangelo Messina, ieri sera, ha ringraziato quanti hanno partecipato a questa edizione nonchè i selezionatori delle opere Giuseppe Carrieri, Giuseppe Borrone, Antonio Capellupo, Maria Di Razza, Antonio Borrelli e Marco Fioretti ed i giurati Cristiana Allievi, Natascha Drubek-Meyer, Roland Sejko, Alessia Petta, Juan Francisco Viruega, Stojan Stamenić, Anna Olivucci, Aurora Venosa e Ella Misché.(CFN)
