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Janara, il gozzo a vela latina, vince a sorpresa la XXII edizione del “Les Voiles Latines” di Saint Tropez

Janara, il gozzo a vela latina, vince a sorpresa la XXII edizione del “Les Voiles Latines” di Saint Tropez

(CFN) BACOLI – Una vittoria decisamente inaspettata, bisogna dirlo, quella portata a casa dall’equipaggio del Janara, il gozzo a vela latina, che ha partecipato al vernissage di barche d’epoca alla 23^ edizione del “Les Voiles Latines” tenutasi dal 31 maggio al 2 giugno che si è tenuta a Saint-Tropez

Il team, partito da Monte di Procida e ricevuto dalla sindaca di Saint-Tropez Sylvie Siri, composto da Piero Ajello, Anna Arenella, Pino Centomani, Antonio Pugliese, Nicola Romano e Michele Petrone ha gareggiato strappando il primo posto alle più belle imbarcazioni storiche provenienti da tutto il Mediterraneo che rappresentano le più antiche tecniche di costruzione navale.

I team della Janara, fra tante difficoltà e condizioni meteo avverse, ha vinto la prima tappa per poi classificarsi al vertice della classifica aggiudicandosi la vittoria dell’edizione 2024.

Al presidente Antonio Pugliese abbiamo chiesto di raccontarci un aneddoto vissuto durante l’intera avventura affrontata dal team si dalla partenza: “Siamo arrivati alla baia di Canoubiers, uno dei luoghi mitici di Sant -Tropez, il cavo di rimorchio è trasferito sulla grande tartana alla fonda e il suo equipaggio ci invita a salire per rifocillarci. La scala per superare l’alta murata non è una biscaglina, non è una scaletta da diporto nautico, non è neanche uno di quei vecchi ma comodissimi arnesi di una volta in solidi tubi di ferro. Niente di tutto questo, si tratta di una normalissima scala a pioli di legno e pure male in arnese, tale e quale quella che da bambino mi porgeva mia nonna prima di mandarmi sull’albero al centro del giardino a raccogliere i fichi di settembre. I francesi sono geniali ad arrangiare le cose, anche a St.Tropez, la capitale dello charme, è proprio in questa baia, frequentata assiduamente dalla Brigitte Bardot dei tempi d’oro, proprio in questa spiaggia diversi anni prima uno dei nostri gozzi Italiani partecipanti alle Voiles Latines fu rimorchiato sulla riva semi affondato a causa di un rovesciamento. Persi in mare i secchi e le sassole di bordo indovinate come corsero in soccorso al nostro equipaggio gli sciccosi bagnanti? Con un secchiello da champagne naturalmente, e con quello fu svuotata la barca che da allora si avvalse di una particolarissima aurea di fascino. Ma le storie di un passato lontano ma non troppo che si raccontano a bordo alla tartana non sono finite, ogni angolo di quel veliero ( il motore Baduoin, il grande spazio interno, nudo e crudo e senza arredi etc.etc.) ricordano la mitica trasferta che la tartana intraprese a Stintino, solo un anno dopo il suo varo nell’ anno del signore 1990. Quando la barca arrivò in vista della costa era notte, a tutti la cercavamo ma nessuno la vedeva: infatti le luci di bordo erano delle piccole torce a batteria per giunta quasi scariche e così si fecero le presentazioni urlando nel buio senza vedersi, in un misterioso linguaggio italo-francese! Ma la Janara di Monte di Procida che ballonzola sottovento in attesa di issare le vele (mentre noi ci rifocilliamo a bordo) non è seconda a nessuno quanto ad avventure. Prima ancora di essere varata in acque francesi ha rischiato di essere persa non in mare ma in una foresta misteriosa, un avventura notturna memorabile opera del solito navigatore impazzito… Fra poco il gozzo di Monte di Procida si darà da fare per vincere la prima prova di gara non prima di aver rischiato di affondare durante il rimorchio, di aver fatto a pezzi la trozza, una manovra vitale per la vela latina, di aver rischiato un secondo affondamento sotto vela risoltosi con una full immersione dell’ equipaggio nella (ancora) piuttosto fredda acqua marina del celebre Golfo. La causa di ciò? Le ripide onde incrociate generate dai Bateaux Vert, le potenti barche turistiche che sfrecciano ad ogni ora in tutte le direzioni. Non ci arrabbiamo troppo, abbiamo il sospetto che quel mare ripido e scavato come se fosse minato, rappresenti la vendetta dei piloti per un episodio delle Voiles Latines di molti anni prima quando un variopinta ciurma sardo-americana ebbe l’ idea di sfidare un maestrale proibitivo che impediva di mettere il naso fuori dal porto organizzando un incredibile carosello all’interno della diga foranea con protagoniste le piccole vele di Stintino. Una sfida all’ultimo sangue che impedì ai traghetti turistici di partire per un bel pezzo, generando una ulteriore tempesta di improperi squisitamente francesi da parte dei rispettivi comandanti. Fra ricordi, rimpatriate e nuove avventure le Voiles Latines si difendono bene anche quest’anno.” ha concluso il presidente dell’associazione Vela Latina di Monte di Procida Antonio Pugliese.

L’iniziativa è stata supportata dalla PLC Marine, specializzata nel settore nautico, e da “Annarè, nota trattoria napoletana. L’associazione Vela Latina e sponsor dell’iniziativa,. si sono incontrati lo scorso giovedì ad Acquamorta per festeggiare la vittoria.(CFN)