Le radio e le televisioni nei Campi Flegrei in un libro
(CFN) POZZUOLI – Si terrà sabato 13 giugno alle 11, presso il Polo Culturale di Palazzo Toledo a Pozzuoli, la presentazione del libro “Radio Libere e Televisioni nei Campi Flegrei”, scritto dai giornalisti Francesco Lubrano e Rita Capuano, edito da D’Amico Editore.
Nella prefazione Giuseppe Borrone lo presenta così.
“La rivoluzione del digitale e l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale hanno impresso un’accelerata senza precedenti all’evoluzione tecnologica dei mass media. Le forme di comunicazione tradizionali sono state stravolte dall’avvento del web, trasformando radicalmente il modo di veicolare informazioni e intrattenimento. I social sono diventati la nuova agorà del dibattito collettivo, soppiantando in parte il ruolo svolto per decenni dalla radio e dalla televisione. Ai programmi lineari le nuove generazioni sembrano preferire i podcast e le trasmissioni on demand, i film su piattaforma e le serie in streaming. Dopo il passaggio al digitale terreste del segnale televisivo, anche le radio si apprestano a modernizzare il proprio modo di raggiungere gli ascoltatori, adottando la tecnologia del DAB (Digital Audio Broadcasting).
Una stagione irripetibile, quella delle radio libere che invasero l’etere nella metà degli anni Settanta, con la possibilità accordata ai privati di affiancare le emittenti di Stato, appartiene ormai all’album dei ricordi. Non solo per la travolgente modernizzazione tecnologica, ma anche e soprattutto per i provvedimenti legislativi di regolamentazione delle frequenze che hanno reso economicamente insostenibile la gestione di stazioni radiotelevisive su base amatoriale. Rapidamente fiorite, le numerose radio (e solo in parte televisioni) affacciatesi alla ribalta a cavallo tra anni Settanta e Ottanta hanno dovuto ammainare bandiera bianca, consegnando a una memoria che rischia di sbiadire il ricordo di un fermento culturale, artistico e sociale che autorizza un legittimo sentimento di nostalgia.
Nella casistica nazionale della radiofonia privata, un caso particolare è rappresentato dai Campi Flegrei, dove, in controtendenza con le statistiche nazionali, che vedevano primeggiare le regioni del Nord per numero di emittenti, si registrò un vero e proprio boom di stazioni. Una quarantina di radio libere iniziarono a trasmettere musica, a dedicare spazio all’informazione locale, a trasmettere dirette di eventi sportivi e consigli comunali nel breve volgere di pochi anni. Radio disseminate nei comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto, e nelle isole del golfo partenopeo, aperte grazie ai sacrifici di appassionati imprenditori e di giovani entusiasti che affermavano, attraverso il mezzo radiofonico, la voglia di libertà e di protagonismo di una generazione. Un patrimonio inestimabile che rischia di essere condannato all’oblio.
Assume pertanto un valore prezioso il lavoro svolto da Francesco Lubrano e Rita Capuano, di raccogliere testimonianze e storie di chi quel periodo aureo lo ha vissuto, ne è stato protagonista, per non disperderne l’impatto sul territorio. Radio libere e televisioni nei Campi Flegrei è un libro unico nel suo genere, un’indagine certosina nel tempo e nello spazio per recuperare frammenti di memoria e sistematizzare il florido contributo degli operatori culturali locali a un fenomeno di democrazia dal basso, di rafforzamento dell’identità comunitaria, di libera circolazione di idee, sogni e progetti. Scantinati, piccoli magazzini, dependance di abitazioni furono il teatro di quell’avventura romantica e visionaria. Nulla a che vedere con il professionismo esasperato e gli studi ipertecnologici delle radio odierne. Perfette e impeccabili, ma senza l’anima e il profumo di autenticità che traspirava nei programmi ruspanti di un tempo. Con l’aggravante, in molti casi, di aver dissolto il fascino misterioso di voci senza un volto che introducevano i brani musicali, avallando la discutibile innovazione delle visual radio, un surrogato della televisione.
Un volume che non è semplicemente un’operazione nostalgica, visto che i curatori si premurano di documentare l’evoluzione attuale di quelle stazioni storiche, la nascita delle web radio e delle televisioni private, la sopravvivenza di poche emittenti, in grado di reggere la svolta industriale del mercato. Un adeguamento strutturale forse inevitabile, ma che lascia sul campo più di un rimpianto per l’umanità e il radicamento territoriale di un’esperienza irripetibile. Per i Campi Flegrei, e non solo.”.
Il libro è reperibile sulle migliori piattaforme digitali.(CFN)
