Parcheggio Sacchini aperto con la soddisfazione dei commercianti, nonostante l’economia locale sia collassata
(CFN) POZZUOLI – Il sindaco di Pozzuoli Gigi Manzoni ha inaugurato, insieme ai vertici regionali e di EAV, il nuovo parcheggio di via Sacchini ricavato nell’area dismessa della stazione della Cumana.
“Un segnale concreto di riqualificazione urbana e commerciale. – dichiara il Sindaco di Pozzuoli – Un piccolo tassello di un percorso più ampio che stiamo portando avanti.”.
Gli fanno eco le locali associazioni dei commercianti Confesercenti, Casartigiani, Confcommercio, C.E.S.I., Unimpresa e CNA che attraverso un comunicato ritengono la nuova area di sosta che ha soppiantato la storica fermata della Cumana nel centro cittadino, rappresenti “un segnale concreto di attenzione verso la città e le sue attività economiche, un tassello che si inserisce nel più ampio percorso di riqualificazione urbana, sociale e commerciale di Pozzuoli.“.
Tutti considerano il traguardo” raggiunto “l’avvio di una fase nuova…orientata alla valorizzazione del territorio e alla costruzione di un modello di sviluppo economico integrato e partecipato.” che però si fa fatica a capire quale sia.
Sono trascorsi moltissimi anni, almeno trenta, da un annunciato rilancio del centro storico e di una città martoriata dalla fase bradisismica degli anni ’80 dove politica e commercianti hanno perso deliberatamente e colposamente, per le rispettive responsabilità, il treno del rilancio e del turismo che non è stato mai radice di un albero, peraltro malsanamente cresciuto. Una su tutte, il Centro Commerciale Naturale boicottato ed osteggiato da chi, di contro, avrebbe dovuto perseguire l’opportunità.
Oggi, un rigurgito bradisismico, peraltro mal gestito, non può rappresentare una scusante per un collasso di una città di fatto evacuata per problemi legati agli immobili, alle infrastrutture, ai trasporti, all’economia.
Difficile credere che il cosiddetto cittadino comune sia felice di questo contentino quando si ritrova senza casa, senza sostegno, senza servizi primari, senza trasporti, ma non molte vetrine che ostentano “pezze” e baretti i cui giovanissimi ed ignari avventori stanno arricchendo quattro “imprenditori” locali.(CFN)
