Bradisismo: Musumeci smorza i toni dopo la dichiarazione di guerra di Manzoni

0
Nello Musumeci

(CFN) POZZUOLI – Nel pomeriggio la conferenza stampa del sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, dopo pochissime ore il ministro Nello Musumeci smorza i toni dichiarando che “la competente commissione della Camera l’attività emendativa del decreto legge del 7 agosto scorso, il governo Meloni sta lavorando ad un provvedimento decennale sui Campi Flegrei, capace di riordinare ciò che già esiste e soprattutto di affrontare quello che l’emergenza non può risolvere.“.

Luigi Manzoni, sindaco di Pozzuoli, si precipita in tempi rapidi e dichiara: “Accogliamo con favore le dichiarazioni del Ministro Nello Musumeci sulla stesura di un nuovo decreto in tempi rapidi, ma non abbasseremo la guardia e la settimana prossima saremo a Roma insieme ai cittadini. Sono già passati quasi due mesi dalla scossa del 31 luglio, ci sono oltre 5 mila persone in strada e a quelle persone dobbiamo dare risposte immediate. Siamo felici che anche il Governo e il Ministro si siano finalmente convinti della bontà della nostra visione e di quello che diciamo da anni, ma ora servono i fatti. Da sempre sosteniamo, in ogni sede istituzionale, che per i Campi Flegrei non serve la logica dell’emergenza o dei tamponamenti temporanei, ma una norma di ampio respiro e di lungo periodo. Non credevamo dovesse essere necessario alzare i toni del dibattito, ma alla fine lo è stato e si è arrivati a posizioni condivise.“.

No è dato capire quali siano le “posizioni condivise” anche se Musumeci dichiara specificatamente che alcuni degli obiettivi sono: “governance unica, con poteri, responsabilità e catena decisionale inequivocabili; prevenzione strutturale, con un programma pluriennale di riduzione della vulnerabilità degli edifici pubblici e privati; riparazione degli immobili dichiarati inagibili a seguito di scosse sismiche; infrastrutture strategiche e vie di fuga, sottratte alla frammentazione delle competenze e sottoposte a procedure accelerate; rigenerazione urbanistica, impedendo ulteriore incremento del carico abitativo; delocalizzazione volontaria e incentivata, almeno per gli immobili più vulnerabili o situati nelle aree a rischio maggiore; demolizione/ricostruzione degli immobili di edilizia pubblica prossimi alla solfatara; fondo pluriennale dedicato; piano permanente di informazione e formazione della popolazione, comprese scuole, imprese, strutture sanitarie e persone fragili.”.

Le parole del Ministro parlano di prevalentemente di prevenzione, e ci stanno tutte, anche se tardivamente, ma non fanno cenno a provvedimenti immediati per superare l’emergenza che vede oltre 5mila sfollati e 2.284 nuclei familiari attualmente sgomberati. Emergenza e prevenzione rappresentano due aspetti drammatici del bradisismo dei Campi Flegrei ma che hanno tempi e modalità di attuazione decisamente diversi: Il primo da affrontare in tempi rapidissimi il secondo da pianificare nel tempo.

Le tempistiche. Uno dei fulcri sui quali ruota la vita dei cittadini. Se i primi vanno affrontati in tempi strettissimi e con risorse immediate da mettere a disposizione dei sindaci per aiutarli ad andare incontro alle esigenze dei propri cittadini, i secondi hanno tempi programmatici più lunghi che, guarda caso, incrociano i tempi elettorali tant’è che il Ministro parla di un “principio ispiratore del Governo Meloni è un provvedimento che non dovrà essere dell’emergenza, ma della prevenzione.“.

A pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca! Il centro destra sta puntando per caso a conquistare politicamente i Campi Flegrei in modo da poter gestire ingenti le risorse economiche che metterà a poi a disposizione? A confermare l’assurda ipotesi è inconsapevolmente il sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni che dichiara: “Musumeci ha dichiarato di aver avviato il lavoro su un ‘provvedimento’ decennale capace di affrontare ciò che l’emergenza non può risolvere.“.

I professati obbiettivi scritti fra le righe di una dichiarazione, probabilmente, non vengono colti o vengono sottovalutati ma, frattanto, quasi 5.400 cittadini sfollati si trovano in uno stato di incertezza e di disagio pagando in modo salato. I restanti cittadini flegrei di fronte al dilemma di restare e subire o di emigrare nella speranza di dare ai propri figli miglior futuro. In ogni caso, sullo sfondo, uno scontro istituzionale basato su ambizioni politiche e meri interessi di carattere personale.

Ad ogni modo, le dichiarazioni del Ministro sembrano aver disinnescato la minaccia di una guerra con tanto di marcia su Roma che, viste le circostanze politiche del Governo Meloni, sarebbe stata decisamente inopportuna.(CFN)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.