Presentato a Venezia “I Nisidiani”, il film sul laboratorio di scrittura tenuto al penitensiario di Nisida
(CFN) NAPOLI – La cultura come arma di riscatto. È questa la tesi che ha spinto un gruppo di autori napoletani a organizzare un laboratorio di scrittura presso l’Istituto Penitenziario Minorile di Nisida, dal 2010 al 2022, per aiutare i giovani reclusi a immaginare una prospettiva di vita diversa rispetto al percorso che li ha portati alla detenzione.
Autorizzati dall’illuminato direttore della struttura, Gianluca Guida, e coordinati dalla storica docente del carcere, Maria Franco, gli autori hanno raccolto in pubblicazioni annuali i racconti dei ragazzi. E nel 2022 sette di loro, i più assidui, hanno anche scritto un romanzo collettivo, L’ultima prova, che rappresenta un caso unico nella storia della letteratura italiana.
I Nisidiani, presentato a Venezia nell’ambito delle Giornate degli Autori, è il resoconto di questa esperienza sociale e umana. Un documentario diretto da Riccardo Brun, regista e scrittore che aveva già indagato la realtà dell’isola-prigione sceneggiando e co-producendo con la Panama Film La Salita di Massimiliano Gallo.
Coinvolgendo nomi prestigiosi della cultura napoletana – tra cui Maurizio de Giovanni, Patrizia Rinaldi, Valeria Parrella, Antonio Menna, Daniela De Crescenzo e Viola Ardone – Brun, anche voce narrante del film, si interroga sull’efficacia del laboratorio, sulle difficoltà di sovvertire una mentalità che pone l’arricchimento al centro della scala valoriale.
Più che esplorare i dubbi dei destinatari del corso, il regista e i suoi colleghi esprimono il loro punta di vista, provando a dare un senso definito all’azione culturale che li ha portati ad arrampicarsi a Nisida per non restare inermi davanti allo “spreco sociale” – così lo definisce de Giovanni – rappresentato dalle molte vite bruciate nell’illegalità.
La luce fredda della fotografia, il cielo prevalentemente plumbeo e grigiastro restituiscono l’atmosfera sospesa del racconto cinematografico, creando il mood adatto a configurare lo stato d’animo che si respira in un luogo che è la cartina tornasole delle contraddizioni della città.
Nella scorrevole narrazione, trovano posto le cifre della dispersione scolastica, la radice dei problemi successivi. Quattro ragazzi su dieci abbandonano la scuola anzitempo. È lì che bisogna intervenire, ricordando che “se non ci pensi tu a salvarti, non lo farà nessuno per te”. Accompagnano le immagini le musiche suggestive dei 24 Grana.(CFN – Giuseppe Borrone)
