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200 giornalisti a Pozzuoli per riflettere su cosa comunicare in caso di emergenza
Giuseppe De Natale, Gino Conte, Franco Mancusi e Ottavio Lucarelli

200 giornalisti a Pozzuoli per riflettere su cosa comunicare in caso di emergenza

(CFN) POZZUOLI – Si sono dati appuntamento mercoledì scorso all’Hotel “Gli Dei” poco più di duecento giornalisti napoletani per interrogarsi su come e cosa comunicare in caso di emergenza. Il tema del convegno, infatti, è stato “Deontologia e informazione nelle aree a rischio vulcanico”. Un tema attualissimo viste le caratteristiche del territorio dove Vesuvio e Campi Flegrei offrono sempre spunti per articoli e servizi dai titoli a volte un po’ forti. Organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Campania e da Assostampa Flegrea la platea ha annoverato le più importanti firme del giornalismo napoletano. Giornalisti impegnati da anni in testate nazionali e locali, nelle agenzie di stampa, uffici stampa, carta stampata, radio, tv e web.
A trattare il delicato argomento Franco Mancusi, storica firma de “Il Mattino”, Ottavio Lucarelli, giornalista di “Repubblica” e presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Gino Conte, editore di “Primaradio”, direttore di “Primanotizia” e “Campi Flegrei News”, presidente di Assostampa Flegrea, Giuseppe De Natale, direttore dell’Osservatorio Vesuviano e Piero Moscardini, per tantissimi anni funzionario del Dipartimento di Protezione Civile ed esperto nella gestione delle emergenze, hanno discusso su come acquisire e valutare le informazioni scientifiche e tecniche disponibili da utilizzare nel corso della stesura degli articoli o dei servizi.
Un lavoro delicato e di grande responsabilità quello del giornalista che spesso è combattuto sul taglio da dare al proprio “pezzo”. Una cosa è certa e rappresenta regola ferrea: quando c’è una notizia bisogna darla. Il problema è, appunto, come e con quale taglio. Quasi sempre si sceglie di limitarsi alla cronaca, ai fatti in modo anche in modo abbastanza asettico ma capita sempre più spesso di dover essere costretti a dargli un taglio sensazionalistico che, nel caso specifico delle notizie legate a rischio o emergenza, diventa un campo minato.
Al termine della giornata di lavori e di riflessione è emersa la necessità di fare sistema fra i tre ambiti (rischio, emergenza, media) in modo da fornire al lettore, ascoltatore o telespettatore, un informazione corretta ed esaustiva e non sensazionalistica.(CFN)