QUARTO/ Italia in Comune chiede il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti

QUARTO/ Italia in Comune chiede il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti

Riceviamo e pubblichiamo 

In un’Italia in cui il rifiuto andrebbe conferito e smaltimento a tutela dell’ambiente, il Governo decide di sospendere il SISTRI, il sistema informativo voluto dal Ministero dell’Ambiente italiano per monitorare i rifiuti pericolosi tramite la tracciabilità degli stessi. Da Nord a Sud ci sono casi in cui la tracciabilità dei rifiuti gestite dall’ Aziende appaltatrici o con affidamento in house. Due vicende simili sono state denunciate dalle consigliere di Italia in Comune Rosa Capuozzo di Quarto – Campania ed Elisa Barbuto di Porcía – Friuli. Nel comune di Quarto l’esposto riguarda un servizio rifiuti che funziona ormai in proroga da mesi. Di fatto sta diventando una vera e propria assegnazione diretta con annessa assunzione di nuovo personale dipendente, residente nello stesso comune. Per trasparenza il consigliere Capuozzo chiede i nomi dei neo assunti ma non vengono forniti, nonostante la richiesta di accesso agli atti per così verificare eventuali legami di parentela con l’attuale amministrazione. Nell’ esposto viene ancora segnalata inoltre l’ anomalia di una gara prima bandita e pubblicata sulla gazzetta ufficiale e poi ritirata, cambiando stazione appaltante. Solo con una l’amministrazione afferma che la gara era stata pubblicata per errore. Nel Comune di Porcía invece l’esposto riguarda il quantitativo raccolto dal gestore dei rifiuti, Società per Azioni a capitale interamente pubblico di cui è socio anche il Comune di Porcía. Uno degli aspetti denunciati riguarda l’identificazione per Comune da cui proviene il rifiuto. Il mezzo che arriva all’impianto di smaltimento, infatti ha spesso il carico di più Comuni, contrariamente a quanto indicato sulla ricevuta di accettazione. In questo modo rilasciato dall’impianto di smaltimento, non vi è possibile reperire l’effettiva tracciabilità. Pertanto nulla vieterebbe ad un Comune un peso già dichiarato in un altro. Il danno di tale operazione penalizzerebbe i cittadini nella parte calcolata dalla TARI sull’effettivo al rifiuto prodotto. Questo sistema va a danno sia dei cittadini Norcesi che dei cittadini dei comuni coinvolti. Nei giorni scorsi poi un’altra vicenda, che poco a che fare con la questione SISTRI, ma che comunque ha attirato la nostra attenzione, è quella della Società Ecosinergie, di cui la composizione azionaria è per il 99,66% di Ambiente Servizi. La società ha indotto un bando di concorso per l’assunzione di due nuove figure da impiegate. Al concorso hanno partecipato tre persone per il bando A (impiegato amministrativo) e una sola persona per il bando B (impiegato tecnico). Nessuno ha superato la prova per il bando A, mentre per la prova B è stato superato, tra l’altro con un ottimo risultato, dall’unica partecipante.
La vicenda non è passata inosservata al consigliere Barbuto, poiché ha notato che unica ad essere ammessa e ad aver presentato domanda fosse la figlia del Presidente di Ambiente Servizi (partecipata totalmente pubblica). Come è possibile che in un periodo di crisi occupazionale i Comuni soci non avessero ricevuto nessuna comunicazione per poter pubblicizzare questo bando? Come è possibile che sia permesso il cambio del regolamento interno, datato 28 dicembre 2018, in cui i si regolamentava che parenti dei dirigenti ad oggi potessero essere assunti, con preventiva autorizzazione del Consiglio di Amministrazione? Una vera e propria forzatura strategica”! Italia in Comune ritiene una scelta scellerata quella fatta dal governo centrale, di sospendere il SISTRI, soprattutto per i casi sopra citati. Ritemiamo che invece bisogna tenere sempre alta l’attenzione dinnanzi ad una questione importante come quella dei rifiuti. Vigilare con costanza sia per il metodo amministrativo e sia per salvaguardia dell’ambiente. Vigilare costantemente sul giro di affari dei rifiuti, per verificare che si svolga tutto all’insegna della legalità e sempre nell’interesse del cittadino.    

Italia in Comune